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Violenza Avellino: “Ha detto fammi godere o ti eviro”

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Fammi godere o ti eviro: la sintesi della difesa dell’imputato. Lui – accusato di aver picchiato la ex (fatti avvenuti nell’hinterland di Avellino) – questa mattina in aula, ad Avellino, ha raccontato tutta un’altra storia. Nessuna violenza, a ferirlo sarebbe stata proprio la vittima perché non soddisfatta della sua performance fra le lenzuola.

Lui – un cittadino straniero – aveva una relazione con lei che durava da tempo. Fino a quando la donna lo ha denunciato. Dopo un pomeriggio nel quale erano dovuti intervenire i carabinieri. Lei è andata in ospedale: graffi e lividi.

“Me li ha procurati lui”, la sintesi del racconto agli investigatori. Sono seguiti gli accertamenti e il processo. Questa mattina è toccato proprio all’imputato essere ascoltato.

“Quel giorno – ha spiegato – avevamo avuto un rapporto sessuale. Io ero soddisfatto ma stanco. Non ce la facevo più (ha mimato un gesto al giudice)”.

Lei, invece soddisfatta, non ci era rimasta per niente. E così – secondo il racconto di lui – prima gli avrebbe urlato contro per poi colpirlo con una bottiglia, ferendolo nella zona dell’inguine. Non era stato sufficiente a placarla neppure la richiesta dell’imputato di aspettare altri dieci minuti. Un replay che non ci è mai stato, è arrivata prima la denuncia. E anche la controquerela a carico della donna: questo ha raccontato lui incalzato da una domanda del presidente di giuria.

Una storia controversa sulla quale ora dovrà pronunciarsi il collegio giudicante, presieduto dal magistrato Luigi Buono, affiancato da Giulio Argenio e Lorenzo Corona. Dopo aver ascoltato la requisitoria della Procura che sarà affidata al pm, Cecilia Annecchini.

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