Violentata dopo la cena. Il processo finisce dopo 19 anni: due imputati sono morti

L'interminabile vicenda giudiziaria a Scario, in provincia di Salerno. La presunta vittima una ragazza russa

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Un processo per violenza carnale e che si è concluso dopo 19 anni con l’assoluzione dei tre imputati. Due nel frattempo sono morti. La sentenza “ventennale” è stata emessa dai giudici del tribunale di Vallo della Lucania.

Dalla denuncia scoperto giro di prostituzione

La vicenda risale al 2001 e la presunta vittima è una giovane russa. Gli abusi si sarebbero consumati a Scario, in provincia di Salerno, nella frazione di San Giovanni a Piro. Sotto accusa un pescatore e un imprenditore, che sono deceduti, e un artigiano della zona.

La giovane russa denunciò ai carabinieri di aver subito abusi sessuali. Sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno poi portato alla scoperta di un giro di prostituzione che sfruttava donne dell’Est (la purtroppo nota tratta delle bianche), gestito da un’altra donna, anche lei russa, conosciuta negli atti giudiziari come Luba. Ad affiancarla nel traffico e nella gestione delle ragazze, un uomo della Piana del Sele.

La cenetta con presunto stupro

Nei racconti forniti all’epoca dalla vittima, sarebbe stata proprio Luba ad “agganciarla” in Russia e a convincerla a trasferirsi a Scario. Non si sarebbe mai parlato di prostituzione.

Quando è arrivata sulla costa cilentana, Luba ha organizzato, con il marito, una cenetta: un incontro intimo tra la ragazza russa e un pescatore del posto. La violenza sessuale si sarebbe consumata proprio quella sera. Il giorno dopo, forse immaginando eventuali guai con la giustizia, Luba è ritornata in Russia. Insieme a lei il marito. Non sono tornati mai più.

La rogatoria internazionale

Anche per questo i tempi del procedimento penale si sono allungata a dismisura. Nel 2008, infatti, i magistrati hanno disposto una rogatoria internazionale per ottenere la convocazione della donna e del marito e consentire agli avvocati della difesa di sentirli. Lungaggini in gran parte inevitabili, per un processo che è durato una vita. Nei giorni scorsi, finalmente, la sentenza.

In questo caso tre persone hanno trascorso venti anni sotto accusa, e due sono morti, prima di un’assoluzione.

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