Visita fiscale, niente sanzione se non senti il campanello

Visita fiscale, niente sanzione se non senti il campanello perché sei sotto la doccia, la sentenza della Cassazione. Vediamo nei dettagli cosa hanno deciso i giudici dell'Alta Corte che con questa ordinanza hanno ribaltato gli orientamenti precedenti.

5' di lettura

Visita fiscale, niente sanzione se non senti il campanello perché sei sotto la doccia, lo ha stabilito la Cassazione. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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L’Alta Corte ha così ribaltato un precedente orientamento giuridico. Cerchiamo di capire perché e cosa comporta questa sentenza per i cittadini che sono in malattia.

In pratica i giudici hanno ritenuto che non si può sanzionare un dipendente che non sente il campanello di casa, e quindi lascia fuori il medico dell’Inps arrivato per la visita fiscale, perché si sta facendo la doccia.

Il motivo? Il comportamento del dipendente non è contrario a quegli obblighi che è chiamato a rispettare nei confronti del datore di lavoro, che sono quelli di diligenza, correttezza e buona fede.

E non solo: il dipendente che non sente il campanello non sta neppure infrangendo gli obblighi contrattuali.

Visita fiscale: Cassazione

L’ordinanza in questione è la numero 22404 del 2022. I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso presentato dal datore di lavoro, che è stato dunque invitato a ritirare la sanzione disciplinare applicata al dipendente.

Questa sentenza come accennato ribalta precedenti ordinanze della Cassazione che sul punto non aveva mai giustificato il comportamento dei lavoratori che non sentono il campanello e non aprono la porta al medico legale.

Con questa ordinanza, anche il lavarsi viene inserito nelle esigenze indifferibili del vivere quotidiano. (Esonero dalla visita fiscale con più del 70% di invalidità?)

A essere cattivi si potrebbe affermare che ora i lavoratori in malattia hanno una scusa in più per lasciare fuori casa il medico che deve effettuare la visita fiscale. La casistica è già ricca di altre, spesso fantasiose motivazioni. Ora all’elenco si inserisce anche la doccia e il diritto a lavarsi.

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Visita fiscale: il datore di lavoro ha torto

In realtà comunque anche i giudici di primo grado e successivamente quelli dell’Appello avevano dato torto al datore di lavoro. L’ordinanza della Cassazione conferma dunque quelle sentenze.

In primo grado i giudici del tribunale di Milano oltre ad annullare la sanzione disciplinare hanno anche condannato il titolare dell’azienda a risarcire al lavoratore il compenso che era stato sospeso.

C’è da dire, comunque, che il dipendente che era sotto la doccia quando il medico fiscale ha bussato alla sua porta, subito dopo si è attivato in ogni modo per dare la sua disponibilità. Ha cioè atteso l’arrivo di una seconda visita. Che però non c’è mai stata.

Visita fiscale: le ragioni dell’azienda

Nelle motivazioni presentate dal datore di lavoro per il ricorso in Cassazione, c’è il mancato rispetto della reperibilità da parte del dipendente. Una mancanza che implica – a dire dell’azienda – un palese inadempimento degli obblighi contrattuali.

In pratica, ha sostenuto il titolare dell’impresa, il lavoratore avrebbe dovuto evitare qualsiasi comportamento che poteva impedire l’accesso del medico per la visita fiscale. Tradotto: avrebbe dovuto non fare la doccia o farla solo se nell’abitazione c’era un’altra persona che avrebbe potuto aprire la porta.

Invece in questo caso ha di fatto impedito l’accesso in casa al professionista che avrebbe dovuto verificare la reale sussistenza della malattia che non gli ha consentito di essere presente sul posto di lavoro.

Per i magistrati non c’è stata nessuna violazione degli obblighi e la condotta del lavoratore non può essere ritenuta sanzionabile.

Visita fiscale: atto della vita quotidiana

Per la Cassazione gli obblighi imposti al lavoratore in malattia non possono essere estesi a qualsiasi atto della vita quotidiana che viene compiuto all’interno della sua abitazione. In pratica: nulla gli poteva vietare di fare una doccia. E, ovviamente, se si sta sotto la doccia si può anche non sentire il campanello squillare.

Nel caso in questione ha anche la sua rilevanza il fatto che il dipendente si è subito dopo attivato per una seconda visita fiscale che non è mai stata effettuata.

Visita fiscale: quando può essere richiesta

Vi ricordiamo che la visita fiscale può essere richiesta dal datore di lavoro pubblico o privato. Può farlo per verificare lo stato di salute del dipendente che non si è presentato al lavoro per malattia.

La richiesta può essere anche inviata per via telematica.

Il costo della visita fiscale è tutta a carico del datore di lavoro.

Visita fiscale: fasce orarie

Un dipendente può anche ricevere più visite fiscali nello stesso giorno, bisogna però rispettare determinate fasce orarie.

Sono diverse tra dipendenti pubblici e privati.

Vediamo le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale ai dipendenti privati:

  • mattina: dalle 10 alle 12;
  • pomeriggio: dalle 17 alle 19.

Fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale ai dipendenti pubblici:

  • mattina: dalle 9 alle 13;
  • pomeriggio: dalle 15 alle 18.

Questo orari sono validi anche nel fine settimana.

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