Vite rock, NoRetro: noi nati per quell’auto rotta ad Avellino

Vite rock, NoRetro: noi nati per quell'auto rotta ad Avellino
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“NoRetro è un progetto che inseguivo da una vita. La band in cui riverso tutte le mie esperienze musicali e in cui scavo per accedere ai miei sogni”. Così inizia a parlare Domenico Ingenito – ventisettenne di Montecorvino Rovella (Sa)- della band di cui egli stesso è il frontman: i NoRetro.

Nome particolare, vero? Insolito ma con un significato ben preciso. “Cosa vuol dire NoRetro? Significa che non siamo nati per andare indietro. Siamo proiettati al futuro, guardiamo lontano”.

Nome che, tuttavia, è anche frutto di un simpatico aneddoto. “NoRetro, una storia vera. Un giorno ci dirigemmo in quel di Avellino. Destinazione sala prove. Alessandro – il chitarrista – nel parcheggiare inserisce la retromarcia. Tac, il cambio si rompe. Spingiamo la macchina fin dal meccanico che ci aggiusta il cambio con del fil di ferro per farci tornare a casa. ‘Potete mettervi in cammino, basta che non mettete la retromarcia, altrimenti siamo punto e a capo’, ci disse l’omone dalla tuta sporca di olio. Da qui lo spunto per il nome del nostro gruppo”.

La voglia di avvicinarsi e percorrere insieme la stressa strada, fatta di passione e note.

Qui sono nati i NoRetro. “La band nasce nel 2016 da tre menti accomunate dalla stessa caparbietà e dallo stesso amore sconfinato per la musica. Un cane a tre teste: Davide Palmentiero (chitarra, elettronica), Alessandro Cerino (chitarra) e io che sono la voce della band ma suono anche il violino e la chitarra”, afferma Domenico.

Da questo nucleo ancestrale, gli orizzonti si allargano. “Sin da subito, questa cellula ha sentito la necessità di fagocitare altri talenti per alimentare il proprio fuoco e la propria sete di musica. Ed ecco che al nostro gruppo si sono aggiunti Ciro Roca alla batteria e Michele Caccavale al basso”.

Restare a galla nello scenario musicale certamente non è una passeggiata. Alti e bassi. “In questo marasma fatto di istanti, storie e nuovi talenti che si autodistruggono alla velocità di un click, emergere risulta sempre più difficile. Noi stiamo costruendo e proviamo a rimanere sempre sul pezzo”, dice il cantante.

Ed è proprio da marzo del 2018 che la band è sul pezzo. I primi traguardi iniziano ad arrivare. “Nel mese di marzo dell’anno scorso abbiamo rilasciato il nostro primo disco, “Vortice”. Il vortice è quella cosa che ti risucchia e ti porta in un altro luogo, in un’altra dimensione di te: una volta finito dentro, non sei più lo stesso. Ecco, questa è la nostra musica. Inoltre, da questo Ep di cinque tracce – continua- abbiamo estratto un videoclip dalla title track.”

Un turbinio di emozioni esaltato in molti brani dei NoRetro. Canzoni di denunce sociali ma volte anche a mettere a nudo gli artisti in questione. “Il 2 novembre – giorno non scelto a caso – abbiamo pubblicato un singolo non estratto dal disco, “Il Paese dei Balocchi” in featuring con l’artista cilentano “Dutty Beagle”. In questo brano incarniamo una nostra vita precedente e vi raccontiamo un’Italia allo sfascio che prende forma dal fango.

Ma la canzone alla quale siamo più legati è sicuramente “Annur”. È il brano che chiude il disco, l’unico singolo scritto in dialetto (napoletano PostRock, a detta di alcuni)”.

“Annur”, letteralmente “Nudo”, il titolo parla da sé. Lo scopo è spogliarsi e mostrarsi senza maschere ne filtri.

“Dieci minuti di musica nei quali si intrecciano tutte le sonorità della band. Il violino, le chitarre acustiche ed elettriche, i suoni elettronici e gli sfondi sonori che ci fanno respirare senza paura di mostrarci per quello che siamo agli occhi e alle orecchie degli ascoltatori. Diciamo agli occhi, perché ai NoRetro piace lavorare per immagini. Non a caso, abbiamo scelto di chiudere il percorso di questo primo anno, lanciando una campagna di crowfunding su MusicRaiser per realizzare un vero e proprio corto”, racconta Domenico, fiero dei grandi passi che la band sta compiendo e compirà.

Già, perché un progetto molto importante per la band sta prendendo forma: il cortometraggio di “Annur”. “Annur-The Shortmovie è un progetto che vede noi cinque artisti coinvolti in prima persona come ideatori del corto. Progetto che, tra l’altro, vanta la preziosa collaborazione di Marius Mele alle riprese e del trio di illustratori Gianluca Avella (Iki), Andrea Matarazzo (nome d’arte, Amatar) e Giulio Davino. Dopodiché ci sono il fotografo Giovanni Linguiti e il poeta coi guantoni Vinvenzo Valva. Insomma, una vera e propria squadra pronta a stupire il pubblico. E noi siamo pieni di entusiasmo per questo nuovo percorso che abbiamo deciso di intraprendere, sicuri del supporto dei nostri fan”.

Che dire, una strada in salita quella dei NoRetro. Strada di cui assoluta protagonista è la musica, madre di un’inebriante voglia di scoprire e scoprirsi. “Ogni volta che suoniamo, penso che le nostre cinque anime siano delle anime salve. Salve e liberate dalla musica. Libere di interagire tra loro, di scontrarsi e riappacificarsi. Libere dai vincoli dell’usa e getta e dei giochi a tempo. La musica ravviva quello che siamo, è fonte inesauribile e rinnovabile. Unico luogo in cui possiamo esprimerci senza compromessi e stare bene anche senza un motivo ben preciso”, conclude.

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