Vittima di bullismo, a 14 anni ho detto basta e sono diventata Miss Rivincita

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“Mi chiedevo: cosa ho di sbagliato? Perché proprio a me? Sono stata bullizzata direttamente e indirettamente. La scuola per me era diventata una gabbia di tensione”. Queste le prime parole di Carla Gentile, quattordicenne di Napoli.

Carla oggi ci racconta la sua storia. Vittima di bullismo alle scuole medie e nel mondo dello spettacolo, ha realizzato un cortometraggio dal titolo “Miss Rivincita”, basato sulla sua esperienza personale.

“Ho incominciato all’età di otto anni – inizia la ragazza – a partecipare a numerosi concorsi di canto, ballo, moda e recitazione. Ho recitato anche come comparsa in cortometraggi e lungometraggi di storie simulate sul sociale. Da questo percorso nasce l’idea di Miss Rivincita”, dice.

Bullismo, dai in Italia: un adolescente su due è vittima

In Italia, un adolescente su due è vittima di bullismo. Mentre, il 6% dei ragazzi dai 9 ai 17 anni sono stati vittime di cyberbullismo nell’ultimo anno. Questi i dati più recenti. Ed è sconcertante. Sentirsi fragili ed esclusi. Passare notti insonni e piene di lacrime. La paura di non uscirne. È quello che è successo a Carla. E ce lo racconta.

Bullismo, ne sono stata vittima: la storia di Carla

“Sono stata bullizzata direttamente e indirettamente -afferma-. Alle scuole medie e anche nel mondo dello spettacolo. Ho subito tanto. I miei compagni di classe mi isolavano e parlavano male di me alle mie spalle. Non ero invitata né alle feste e né alle uscite di gruppo. A scuola mi ritrovavo bigliettini con frasi offensive nel diario.

Mi sentivo esclusa e derisa. Mi chiedevo “Cosa ho di sbagliato? Perché proprio a me?”. Quello che ho provato non può essere facilmente compreso. Eppure chiunque mi puntava il dito contro. Tutti mi dicevano che ero io che ero io a non interagire con la classe. Insomma, era sempre Carla la colpevole. Mi sentivo addossata. Succedeva qualcosa? Spuntava il mio nome. Era sempre Carla quella sbagliata. E si, sono stata anche vittima di cyberbullismo. Da questa mia esperienza nasce il cortometraggio “Miss Rivincita”, racconta.

Miss Rivincita: no categorico alla violenza

Un cortometraggio basato su una storia di bullismo. Ma anche su una storia di speranza. Importante e decisivo è stato il ruolo di Maria Mastrojanni, mamma di Carla.
“Miss Rivincita nasce da un periodo molto buio per me -continua la quattordicenne -. La scuola molte volte diventava una gabbia di tensione.

Il cortometraggio “Miss Rivincita” di Carla Gentile

Non vedevo l’ora di tornare a casa. Cercavo di nascondere la mia sofferenza ma mia madre mi leggeva negli occhi. Anche se non le parlavo, lei mi capiva. Capiva i miei silenzi. Ed è grazie a lei se oggi sono diventata più aperta, forte e sicura di me. Miss rivincita nasce per far capire che non è con la rabbia , la rivalità e la gelosia non si ottiene nulla. Ma con l’amore, il rispetto e l’umiltà si può tutto. E per capire lo scopo del corto, vi invito a guardarlo.

Con questo cortometraggio – continua – vorrei arrivare direttamente al cuore delle persone. È un no categorico alla violenza di qualsiasi tipo. Verbale, fisica. La mia intenzione è di sensibilizzare. Il bullismo e il cyberbullismo oggi contano tante vittime, tanti suicidi. Tutto questo deve finire. Spero, nel mio piccolo, di aver contribuito alla lotta contro questi mali della società”, afferma la ragazza.

Miss Rivincita contro il bullismo: ragazzi, non abbiate paura

Infine, sento di dover dire qualcosa a tutti coloro che subiscono atti di bullismo e tendono a chiudersi in sé stessi. Non abbiate paura e dialogate con i vostri genitori. Tutto si risolve, prima o poi. Ognuno di noi ha avuto la fortuna di nascere e non possiamo buttare così questo dono. Dobbiamo vivere e sentirci vivi. Vivere la vita nella nostra piena libertà”, conclude.

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