Feltri: meridionali inferiori. Da Avellino prime citazioni in giudizio. Pronte altre venti

A presentarla un commerciante avellinese, Modestino Ercole. L'iniziativa dell'avvocato Edoardo Gimigliano



7' di lettura

Feltri contro il Sud, si va davanti al giudice. Dopo l’iniziativa dell’avvocato irpino Edoardo Gimigliano, che oltre a presentare un esposto contro il giornalista si è offerto di assistere gratuitamente eventuali richieste di risarcimento davanti al giudice di pace, arrivano le prime citazioni in giudizio. Una è stata già presentata, le altre (almeno una ventina) sono in preparazione.

Il primo atto è stato depositato da Modestino Ercole, commerciante avellinese. Ed è contro Vittorio Feltri e la Rti (Reti televisive italiane). Si tratta di un’azione di risarcimento, in sede civile, per danni morali.

Il reato ipotizzato dal legale avellinese è quello di istigazione all’odio razziale e propaganda razzista.

Meridionali antropologicamente inferiori

Nella citazione si ripercorre la vicenda. Vittorio Feltri, come ricorderete, il 21 aprile scorso, durante una puntata della trasmissione Fuori dal coro, in onda su Rete 4, e condotta da Mario Giordano, “si è lasciato andare – si legge nella citazione – all’ennesima manifestazione di odio verso i meridionali, affermando, in concorso con il presentatore, la superiorità antropologica delle persone del nord Italia rispetto a quelle del meridione”.

Questa la frase incriminata: “Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? Sono gente che è si nutrita di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di complesso di inferiorità, io non credo ai complessi di inferiorità credo che i meridionali in molti casi sono inferiori.

Gli ammiccamenti di Giordano

“Giordano non solo non è intervenuto – si legge nella citazione – per condannare quella frase ma, tra ammiccamenti e sorrisini, ha offerto la spalla a Feltri per un siparietto volgare e ignobile e con tono divertito ha commentato: “Addirittura, ma dai adesso me li fai arrabbiare davvero … direttore , se mi cambiano canale è un guaio”. La frase di Feltri sarebbe stata per Giordano da condannare solo perché avrebbe potuto compromettere l’audience televisiva.

E che facciamo i parcheggiatori abusivi?

La questione come ricorderete è stata innescata da una frase del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che si era detto pronto a chiudere i confini della regione se il nord avesse deciso di ripartire troppo in fretta rispetto alla diffusione della pandemia.

Feltri ha commentato: “Ho simpatia per De Luca, ma vorrei chiedergli se li chiude in entrata o anche in uscita? Perché a me risulta che ogni anno 14 mila campani si recano a Milano per farsi curare, perché le strutture sanitarie lombarde sono più rassicuranti di quelle campane. Io credo che nessuno di noi abbia voglia di trasferirsi in Campania. Io non ce l’ho con  la Campania! Sto solo dicendo che io, te e altri perché dovremmo trasferirci in Campania, a fare che cosa? I parcheggiatori abusivi?”

Le altri frasi razzisti

Nella citazione vengono elencate le altre e recenti frasi pronunciate dal direttore di Libero. Tutte riportate nell’atto per avvalorare la tesi della prolungata, continua e convinta istigazione all’odio contro i meridionali.

Il 19 aprile – quindi poco prima dello show televisivo, sulle colonne del suo giornale ha definito il popolo del sud come ciuccia quattrini.

La mentalità corrente – ha scritto – è nota: il sud è terra affascinante e ricca di umanità mentre la pianura Padana e le prealpi sono abitate da uomini che puntano solo al denaro». «Luoghi comuni» e «pregiudizi – secondo Feltri -. A Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Treviso, è sul punto di maturare la volontà di mandare al diavolo la capitale e dintorni». «Attenzione, manutengoli ingordi – conclude riferendosi agli abitanti delle regioni del Sud – a non tirare troppo la corda, poiché correte il pericolo di rompere il giochino che finora vi ha consentito di ciucciare tanti quattrini dalle nostre tasche di instancabili lavoratori. Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata».

Mantenuti da sempre dai settentrionali

Il 21 luglio dello scorso anno, Vittorio Feltri si scaglia contro Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Dovrebbe essere una critica politica, si trasforma nella solita invettiva anti meridionalista.

Non mi stupisco che il pugliese e il partenopeo siano ostili alla indipendenza veneta e lombarda – scrive Feltri a proposito del dibattito sull’autonomia differenziata -. Costoro sono costituzionalmente mantenuti da sempre dai settentrionali e non ne vogliono sapere di tagliare il cordone ombelicale che li lega al Settentrione per motivi alimentari, di sopravvivenza”.

E poi continua, sulla stessa inossidabile falsariga:

I terroni in pratica intendono comandare sui polentoni non per motivi antropologici, ma economici – aggiunge -. Senza i nostri quattrini i primi morirebbero di fame, dato che non sono capaci che di produrre deficit, pertanto vedono nell’autonomia una sorta di minaccia di morte civile”.

Il 5 settembre 2019, Feltri attacca ancora tutto il Sud definendolo uno “zoo di terroni ostile al nord che li mantiene tutti”.

Basta una sola frase per configurare il reato

L’avvocato Gimigliano elenca tutti questi episodi, anche se in realtà per configurare il reato di istigazione all’odio razziale ne è sufficiente uno solo.

“Le affermazioni di Feltri – scrive Gimigliano nella citazione – esulano dal luogo comune, dalle frasi stereotipate, che descrivono i meridionali come un popolo di fannulloni, di ritardatari, di truffatori, di mafiosi. Affermare, infatti, che i meridionali siano inferiori è pericoloso, perché è dichiaratamente un’affermazione di stampo razzista, che istiga all’odio dei settentrionali verso gli italiani del sud, capace di riproporre vecchi steccati evidentemente mai abbattuti, rialzare muri, gridare ai terroni di andar via, come in anni passati è pure accaduto. Oltre a risvegliare una consuetudine che sembrava morta e sepolta, quella dei cartelli con su scritto qui non si affitta ai meridionali.

In un momento così drammatico

In un momento tanto drammatico come quello che stiamo vivendo in questi mesi, e che ci vede piangere insieme i morti di Bergamo, della Lombardia e dell’Italia intera – aggiunge Gimigliano -, le parole di Feltri rischiano di avere pesanti conseguenze. In particolare affermazioni del tipo: I meridionali stanno godendo per la situazione che si vive in Lombardia… O anche: Se la stanno prendendo con i primi della classe.

Una evidente istigazione all’odio

Aggiungere che i meridionali siano inferiori, non è solo una libera espressione del pensiero, ma una evidente istigazione all’odio. In altre parole – continua Gimigliano -, Feltri assurge a verità il fatto che i meridionali possano essere felici per le disgrazie del Nord, pensiero di per sé malato e che incita i settentrionali ad odiare. Ma non solo, lui, come bergamasco, riporta il suo giudizio sui meridionali, come se fosser condiviso da tutti i settentrionali”.

“Dopo quella trasmissione, l’impatto psicologico e mediatico è stato imponente. Si è registrata una reazione fortissima contro le parole di Feltri.

E’ anche intervenuta la senatrice sannita del Movimento 5 Stelle, Sabrina Ricciardi. Ha presentato un’interrogazione, a risposta orale e con carattere d’urgenza, al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

La Ricciardi, che è anche membro della “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, scrive: “Durante la trasmissione ‘Fuori dal coro’, andata onda su Rete 4 in data 21/04/2020 alle ore 21.45, il giornalista Vittorio Feltri proferiva le seguenti parole: ‘Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del Coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che è nutrita da un sentimento di invidia o di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di complesso di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità, credo che i meridionali in molti casi siano inferiori’ e poi: ‘noi settentrionali che andiamo a fare in Campania, i parcheggiatori abusivi?’.

Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti si legge ancora nella citazione – ha dato mandato ad un legale per danno d’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani, e per responsabilità derivante da ‘incauta ospitata’ a carico dei conduttori delle trasmissioni. Saranno deferiti ai consigli di disciplina qualora non si dissociassero fermamente come la carta dei doveri dei giornalisti esige, e come la Cassazione, ha più volte chiarito”.

La citazione continua elencando in punta di diritto le violazioni commesse da Feltri e le motivazioni delle contestazioni anche rispetto ai singoli articoli di legge. E si conclude con una richiesta di risarcimento di mille euro a favore del cliente che ha presentato l’atto. Ma tante altre citazioni sono in arrivo. Come detto, almeno venti.

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