Feltri i terroni e quell’odio per il Sud che non è mai morto

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Libero e Vittorio Feltri hanno una fissa con il Sud. La collezione di titoli antimeridionalisti cresce di continuo. Ha quasi raggiunto – come numeri – quelli dedicati all’invasione africana e ai bastardi musulmani. Che forse tirano meno di prima, non fanno vendere copie. La linea editoriale (bah!), ha così puntato su un vecchio e intramontabile leit motiv: il terrone cattivo e parassita che succhia le generose mammelle del produttivo e onesto nord.

L’Italia divisa in due

Un ritorno al proto leghismo del primo Bossi. Che spacca l’Italia in due. La divide in buoni e cattivi. Dove i cattivi – chiaro – siamo noi e le forze politiche che dovrebbero rappresentarci: per Feltri, i 5Stelle di cittadinanza e il Pd. Una cretinata che oltretutto non rende un buon servizio alla Lega di Salvini – suo riferimento politico -: da anni, per uscire dalla nicchia regionalista, l’ex ministro propone la Lega nazionale. E – al netto dell’autonomia differenziata – ha silenziato le logore parole d’ordine e i vecchi slogan contro i meridionali. Riuscendo nella duplice impresa di conquistare tante simpatie anche nel Mezzogiorno e far dimenticare – per chi ha memoria corta – tutte le offese che le camice verdi hanno per anni riversato sul sud e la sua gente.

L’odio per il Sud non è mai sparito

Ma evidentemente certi cliché, certe convinzioni, sono ancora vive e vegete nella base leghista – e non solo – del nord. Perché Feltri sarà un “titolista estremista”, uno che riesce a sembrare fuori dal coro anche quando osanna il potente di turno (da Silvio a Matteo), eppure nessuno può negargli la sensibilità tipica dei giornalisti di razza (apprezzabili o meno), che è quella di percepire il sentire e il sentiment dei suoi lettori. Che infatti non si sono poi così impressionati per quelle continue offese ai meridionali. Anzi.

Feltri è andato così oltre con gli attacchi al meridione che ha avvertito la necessità di scrivere un fondo nella stessa pagina, per sostenere che sì, in fondo, ha conosciuto anche dei terroni che erano brave persone. Si noti: senza però rinunciare al dispregiativo terrone. Un po’ come gli omofobi quando dichiarano che hanno anche degli amici gay e poi sparano a raffica tutti i più plateali e banali pregiudizi sugli omosessuali.

Ecco qualche titolo di Libero

Ci colpisce che nel settentrione non si sia levata nessuna voce per questa campagna anti sudista di Libero.

Di questi titoli ve ne rammentiamo qualcuno, caso mai vi fosse sfuggito: Comandano i terroni (occhiello: Tre cariche istituzionali su quattro ai meridionali); Ennesima conferma: a comandare è il Sud (Ribaltone contro il Nord); Odiano l’autonomia del Nord, temono di perdere la pappa (L’Italia mantenuta contro la riforma) Torna il colera a Napoli (Lo hanno portato gli immigrati); Piagnisteo napoletano (Il solito vecchio vizio); Prima del carabiniere l’ha ucciso Napoli (L’illegalità eletta a sistema); A Napoli si bruciano da soli (Altro che incolpare lo Stato assente); Rapinano il Nord; Ci toccherà adottare un meridionale a testa (I grillini spaccano l’Italia).

Non si fitta ai meridionali

Sono solo alcuni esempi. Molto più virulenti del più virulento titolo del quotidiano La Padania, vecchio organo della Lega secessionista.

In quegli articoli e in quei commenti si abusa di tutto l’armamentario accumulato in decenni di palese discriminazione nei confronti dei cittadini del sud. E nel settentrione sono tornati anche – sporadici, per ora – i cartelli “non si fitta ai meridionali”.

E’ bastato calasse – seppur di poco – la paura per gli africani e gli zingari, per far riemergere quel sentimento antisudista che alberga in più di un cuore settentrionale. Come si spiegherebbe altrimenti la crociata, questa sì della Lega attuale, contro gli insegnanti che arrivano dalle regioni del Mezzogiorno? Il reddito di cittadinanza, versato anche a cittadini del nord, ci ha fatti ripiombare nell’alveo delle sanguisughe, degli scansafatiche, degli assistiti.

Non andate a Salerno, vi rapinano

Al Nord continuano a vederci così. Proprio come racconta Libero, che non perde lettori.

Vi racconto un episodio. In Costiera Amalfitana, nella villa di un amico, è arrivata una comitiva di ragazzi lombardi. Sono rimasti per quattro giorni tra casa e spiaggia. Non si sono mai azzardati ad andare a Salerno. Motivo: gli avevano detto che era pericoloso, bastava avventurarsi in quella città per essere come minimo rapinati all’istante.

Gli è stato detto che era una sciocchezza. Si sono “avventurati” – con molto timore – nella giungla urbana salernitana. Al ritorno erano a dir poco sorpresi. Nessuno li aveva sfiorati.

Quei ragazzi erano figli di professionisti. Tutti universitari e con una buona esperienza della vita. Ma nonostante tutto vittime di pregiudizi. Non osiamo immaginare cosa possa pensare la gente del nord che ha una visione più chiusa del mondo. E che si abbevera alle fonti del quotidiano di Feltri.

Questo accade se si scatena l’odio. Oggi il nero, domani lo zingaro. Dopo domani chissà: una volta messa in circolo la rabbia deve comunque sfogarsi. E noi restiamo comunque ai vertici della hit dei bersagli nordisti. Come Libero conferma.

E’ una pessima notizia. Non per il Sud, ma per questo Paese.

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