senzacategoria

Vivo con un piccione libero in casa: così Sgorby mi ha cambiato la vita

0

Ebbene sì; vivo da due anni con una femmina di piccione libera in casa e, devo dire, non poteva accadermi nella vita cosa più bella. Sgorby è stata raccolta da mia sorella su un balcone, caduta dal nido a pochi giorni dalla nascita. Era un uccellino curioso assai, coperto da una peluria gialla, con zampe enormi e una testa da rapace. Incerta a quale specie di volatile appartenesse, e giacché bruttino, mia sorella pensò bene di chiamarlo SGORBY: nome cattivo ma simpatico, che perciò non gli ho più cambiato.

La piccola Sgorby (foto di Eliana Petrizzi)

Svezzata e accudita, Sgorby piano piano è cresciuta. La mia casa è abitata dal suo volo libero, che ha per cielo le mie stanze, per alberi i mobili e le mie cose più care. Quando si alza in volo le attraversa da parte a parte, e il vento che mi raggiunge è ogni volta per me la benedizione giunta da un altro universo. Sì, perché Sgorby non è un piccione, ma l’esperienza poetica più alta vissuta nella vita, la più tenera e la più luminosa. Lei vive e io ne sono stupefatta, perché mi chiedo ogni minuto da dove viene la luce dei suoi occhi, l’intelligenza della sua testolina che le fa prendere decisioni imprevedibili; la forza delle sue zampette, la consistenza di pura seta del piumaggio, la delicatezza con cui bacia il mio viso ogni volta che siamo vicine. Qualcuno dice che questo legame è innaturale perché lei mi crede il suo compagno. Ma io penso a tutte le volte in cui abbiamo amato qualcuno nella vita credendo fosse quella la persona giusta per noi, e invece era solo l’amore che amavamo.

Sgorby in uno dei suoi momenti di intimità

Un disegno eseguito da mio padre anni prima della mia nascita, raffigura una donna che tiene sulla spalla un uccello. Fin da bambina ho amato i volatili: li dipingevo nei miei paesaggi, li raccontavo in scene di paradiso in cui non angeli, ma appunto uccelli di tutte le specie facevano da corona a un sole felice. Sognavo di avere un uccellino tutto mio,che non scappasse e che si lasciasse accarezzare; una volta lo chiesi persino alla Befana. È probabile che nei misteriosi disegni della vita ogni cosa sia già stabilita. Di fatto, adesso c’è lei. La osservo a lungo: la sua non è una testolina, ma una vera e propria faccia di cui riconosco sentimenti e desideri. Sgorby non mi stanca e non mi annoia. A dirla tutta, grazie a lei ho imparato a capire quando ha veramente senso uscire, chi vale la pena frequentare e per quanto tempo. Il resto è pula da smaltire, per lasciare campo alle nostre ore splendide.

Sgorby, uno sguardo che scava nell’animo di Eliana

Voglio anche dirvi del suo piccolo corpo, che dal capo estremo del corridoio mi raggiunge su zampette leste e convinte. Odi quando inclina la testolina e mi fissa, in una posa a metà tra l’eleganza regale e lo smarrimento infantile. La chiamo, le faccio un gesto, e lei mi salta in grembo o in spalla. Il suo capo è così piccolo che il solo pollice è troppo grande per una carezza. Allora la metto sul tavolo, avvicino il viso e raccolgo la testolina nel cavo dell’orbita. In questo modo, chiudendo e aprendogli occhi, l’accarezzo con le ciglia e lei ricambia, cospargendomi di baci in punta di becco.

Sento nei miei occhi i suoi piccolissimi e umidi, poi il profumo di miglio delle piume sotto le ali, e tutti gli odori del giorno, che carezzandola le lascio sul dorso. Di sera, mentre leggo un libro, si accuccia tubando tra collo e mento. Infine, quando spengo la luce salta sul bordo in alto della porta, e lì dorme. Ora io, che riposo con le imposte aperte, specie nelle notti di luna piena vedo nella penombra della stanza questo esserino appollaiato su una zampa, che mi incute mistero e un grande rispetto. Io so che pure nel sonno mi fissa. Da una distanza di metri ci guardiamo negli occhi, ciascuna dai confini del proprio mondo; più intime, però, che tra uomo e uomo. Poi alle sei si sveglia, vola spedita sul letto e viene a svegliarmi con riti di toletta e richiami ruotanti. E tutto meravigliosamente ha di nuovo inizio.

Se questo articolo di Eliana ti è piaciuto non perderti anche il suo reportage in Senegal

Così De Bortoli smonta la democrazia diretta dei Cinque Stelle in 5 minuti

Previous article

Come scrivere un post virale in 5 semplici mosse

Next article
Login/Sign up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: