Bruno Fontana, da Avellino a Voice Anatomy: il mio sogno da doppiatore

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L’orgoglio irpino Bruno Fontana, finalista di Voice Anatomy – programma radiofonico condotto da Pino Insegno – si racconta a The Wam. Il ventiseienne di Avellino nella vita di tutti i giorni è un musicista e insegnante di pianoforte con un amore sconfinato per il mondo del doppiaggio.

L’esperienza a Voice Anatomy

Innanzitutto, Bruno ci parla dell’esperienza vissuta al programma radiofonico. “La prima puntata di Voice Anatomy in studio è datata Ottobre 2018. Mentre la pre-selezione è avvenuta ad agosto. A partecipare, mi ha spinto la voglia di mettermi in gioco e conoscere sempre di più il mondo del doppiaggio. Il desiderio era quella di farmi ascoltare da più doppiatori possibili. Che dire, una volta arrivato in finale, non nascondo che c’è stata anche la speranza di una vittoria. Ma ho comunque vissuto emozioni uniche.

Bruno Fontana con Pino Insegno

Le prove consistevano nel presentare dei monologhi tratti da film o serie televisive, non più lunghi di un minuto. Poi anche prove di recitazione estemporanea richieste sia dal conduttore – Pino Insegno -, sia dall’ospite presente in quella specifica puntata. Sono arrivato in finale dopo una pre-selezione e tre puntate live. Ovviamente, arrivare fino alla fine e perdere a un passo dalla vittoria ti fa rimanere male. Tuttavia, passata questa sensazione di delusione, hai solo voglia di provarci ancora”.

Voglio fare della mia passione un lavoro”

Questo è vero. Tenacia e perseveranza ripagano sempre. In particolare, quando a dettare regola è la passione. “Ho cominciato ad appassionarmi al lavoro del doppiatore intorno ai tredici, quattordici anni. Inoltre, sin da bambino involontariamente imparavo frasi o monologhi dei film che vedevo in televisione. Ricordo che cercavo di incollarmi al labiale del personaggio”, afferma il musicista.

Per quanto riguarda il futuro, Bruno è determinato. “Purtroppo, non posso dire di essere entrato nel mondo del doppiaggio. Ho fatto qualche lavoro qui in zona e qualche turno di doppiaggio più importante a Roma. Ma ho ancora tanta strada da fare.

Attualmente, il progetto più importante per me è quello di far diventare questa grande passione, un lavoro a tempo pieno. Come diceva il filosofo cinese Confucio: Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”.

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