Voti alle elementari: cosa cambierà nel 2021

Cambiano i voti alle elementari nel 2021. Ecco cosa sono i giudizi descrittivi per valutare l'apprendimento di bambini e bambine alla scuola primaria.

3' di lettura

Voti alle elementari. Da questo anno scolastico non si saranno più voti numerici alla primaria, ma solo giudizi descritti per valutare l’apprendimento di bambini e bambine. Come funzionano.

Indice

Voti alle elementari: giudizi descrittivi

Voti alle elementari: i quattro livelli

Voti alle elementari: tornano i giudizi

Voti alle elementari: giudizi descrittivi

Nel 2008 l’allora Ministra dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, firmataria della contestata riforma scolastica che porta il suo nome, aveva ripristinato il voto in decimi nella scuola primaria.

Un metodo di valutazione che era stato accantonato negli anni ’70, quando fu introdotto il giudizio come valutazione: ottimo, buono, distinto, sufficiente e non sufficiente.

Di segno opposto, questo intervento della ex Ministra Lucia Azzolina che ha modificato nuovamente il meccanismo di valutazione, dopo quasi 13 anni, con una ordinanza a dicembre 2020.

Niente più voti alle elementari, arrivano i giudizi descrittivi.

Nel testo delle linee guida ministeriali, “La formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria” viene spiegato che la valutazione degli apprendimenti acquisti è fondamentale per individuare i bisogni educativi degli alunni e delle alunne.

Questa operazione è stata accolta positivamente da pedagogisti e esperti come Carmelo Adagio, direttore in un istituto in provincia di Bologna, come ha riportato dal Resto del Carlino.

“Questo è un grosso passo avanti verso un’autentica valutazione. Che non è misurazione” ha spiegato Adagio “Ma altri passi servono”(Il Resto del Carlino).

Voti alle elementari: i quattro livelli

Sono quattro le “dimensioni di apprendimento” individuate da questa ordinanza, in rigoroso accordo con gli obiettivi indicati nel curricolo di ogni istituto.

In pratica, ogni scuola può adattare in maniera autonoma queste linee guida, dotandosi di una formulazione interna dei criteri. Come recita il documento: “l’istituzione scolastica elabora i criteri di valutazione, da inserire nel piano triennale dell’offerta formativa”.

I livelli di apprendimento individuati dall’ordinanza sono:

  • avanzato

  • intermedio

  • base

  • in via di prima acquisizione

Questi livelli sono assegnati agli alunni e alle alunne in sede di valutazione sulla base di quattro dimensioni fondamentali, come spiega il portale per studenti Skuola.net, che sono le seguenti:

  • autonomia dell’alunno nell’eseguire il compito assegnato;

  • situazione nota o non nota. Vale a dire: un docente spiega un compito facendo un esempio e poi assegna un compito che è riferito allo stesso esempio: è una situazione nota; viceversa, una situazione non è nota se gli alunni sono chiamati a confrontarsi con quel “problema” per la prima volta;

  • risorse mobilitate per portare a termine il compito. Si considera se le risorse impiegate sono state fornite dal docente o se l’allievo ha utilizzato altre fonti acquisite in altri contesti;

  • manifestare apprendimento continuo.

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