Voucher lavoro 2023, come funzionano

Voucher lavoro 2023, saranno reintrodotti dal governo Meloni a partire dal primo gennaio 2023, vediamo come funzionano. I buoni lavoro saranno anche estesi e potenziati. C’è il timore dei vecchi abusi, ma la premier rassicura: ci saranno controlli rigidi. Le imprese sono contente. Molto meno i sindacati.

7' di lettura

Voucher lavoro 2023, il governo Meloni ha deciso di reintrodurre i buoni lavoro per il lavoro occasionale e stagionale. Saranno destinati in particolare all’agricoltura, agli hotel, bar, ristoranti e al lavoro domestico. Vediamo nel dettaglio come funzionano. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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I nuovi buoni lavoro dovrebbero essere disponibili dal primo gennaio del 2023. Il valore nominale non è stato ancora deciso con precisione, ma si pensa di fissarlo a 10 euro lordi l’ora. In pratica 7,50 euro netti.

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Voucher lavoro 2023, sono stati potenziati

I nuovi voucher voluti dal governo Meloni sono stati potenziati rispetto ai buoni lavoro precedenti.

Le leggi attuali che regolano le prestazioni occasionali prevedono compensi complessivi non superiori a 5.000 euro. Quel limite sarà spostato più in alto, si parla di arrivare a 10.000 euro. Ma sulla soglia massima la discussione è ancora aperta.

I voucher potranno essere utilizzati anche da imprese che hanno alle dipendenze fino a 10 dipendenti a tempo indeterminato. Il doppio rispetto al passato, quando questo strumento di pagamento era possibile  solo per le aziende avevano fino a 5 lavoratori.

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Voucher lavoro 2023, settore turistico

I voucher sono un assist del governo in particolare per le aziende del settore turistico. È stato anche eliminato il limite che riguarda le categorie per le quali i datori di lavoro potevano utilizzare i “buoni” per il pagamento delle prestazioni.

La normativa che è attualmente in vigore riserva l’uso dei voucher solo a:

  • pensionati; 
  • giovani under 25; 
  • disoccupati;
  • percettori del Reddito di cittadinanza.

Questa base di possibili lavoratori con il buono sarà dunque allargata. Non sappiamo ancora in che modo.

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Come ricordate questa estate molte aziende del settore turistico hanno trovato grandi difficoltà a reperire il personale (incolpando il Reddito di Cittadinanza) e invocato un ritorno ai voucher, che consente di avere dei rapporti di lavoro più “elastici”, in particolare per settori che richiedono una manodopera limitata nel tempo, come sono appunto gli stagionali.

La norma che regola i voucher lavoro 2023 deve essere ancora definita nei dettagli, ma l’intenzione è quella di ampliare le possibilità di utilizzo.

Voucher lavoro 2023, settore agricolo

L’uso dei voucher dovrebbe ovviamente garantire una flessibilità più estesa anche per i lavoratori del settore agricolo

Il periodo massimo di utilizzo dei voucher non dovrebbe andare oltre i 45 giorni (questo vale per tutti i settori e non solo per quello agricolo).

Voucher lavoro 2023, l’origine del “buono”

I voucher sono stati introdotti con la legge Biagi nel 2003, ma hanno trovato una concreta applicazione solo cinque anni dopo, nel 2008, per tutte le retribuzioni professionali e occasionali. Ovviamente per quelle che sono ristrette in uno specifico periodo dell’anno (come quelle stagionali) e che non possono essere sovrapposte a prestazioni di lavoro subordinate o autonome.

L’idea di partenza poteva anche essere giusta: ridurre il lavoro nero così da consentire anche ai lavoratori occasionali di avere una protezione assicurativa e il versamento di contributi utili per la pensione.

Il voucher della legge Biagi era all’inizio aperto solo a studenti, pensionati e lavoratori del settore agricolo. Poi, con il passare degli anni, il buono è stato esteso gradualmente a tutti i settori.

Voucher lavoro 2023, i vecchi abusi

Come al solito, si parte con buone intenzioni, ma si finisce per creare una ulteriore occasione di sfruttamento della manodopera. E così qualche anno dopo è stato necessario correre ai ripari.

Il Jobs Act, la contestata riforma del lavoro imposta dal governo Renzi, oltre a modificare i requisiti per la tracciabilità (così da ridurre gli abusi) ha anche elevato il tetto annuale a 7.000 euro.

Nel 2017 i voucher sono stati cancellati dal governo Gentiloni per scongiurare il referendum che era stato proposto dalla Cgil.

Tra il 2008 e il 2017 i voucher sono stati utilizzati in modo massiccio. E non sempre correttamente o a vantaggio dei lavoratori. Anzi. L’Inps ha calcolato che ne siano stati venduti in tutto 433 milioni.

Basti pensare che nel 2008 furono venduti 535mila buoni lavoro. Otto anni dopo, nel 2016, ne sono stati acquistati 134 milioni.

Ma come detto gli abusi erano diffusi: l’uso del voucher più che elimninare il lavoro nero ha contribuito a mascherarlo.

Del tipo: ti pago con un voucher per due ore al giorno e lavori per tutta la giornata.

Voucher lavoro 2023, Meloni: misura utile

Ma se il voucher è stato ritenuto una soluzione di pagamento fallimentare perché il governo Meloni ha deciso di reintrodurlo? Ma non solo: ha anche allargato la platea delle persone che possono utilizzarlo.

Sulla questione ha risposto la stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Il buono lavoro serve a regolarizzare il lavoro stagionale e occasionale. Naturalmente con controlli rigidi per evitare storture». Anche in questo caso si comprendono le motivazioni, ma è difficile non essere scettici sulla possibilità di effettuare dei controlli adeguati.

Voucher lavoro 2023: cosa dicono le imprese

Per la Confesercenti il ritorno dei voucher nel 2023 è una buona notizia. «Le piccole e medie imprese – si legge in una nota dell’associazione di categoria – avranno così a disposizione uno strumento semplice per gestire il lavoro occasionale».

La Confesercenti aspetta ora maggiori dettagli che emergeranno nel corso della discussione parlamentare. Per l’associazione è comunque importante che il buono sia esteso «a tutto il comparto del turismo, non solo alle strutture ricettive e alla ristorazione».

Sulla stessa linea anche Coldiretti: «L’arrivo dei buoni lavoro è importante nelle campagne dove occorre lavorare con la semplificazione burocratica per salvare i raccolti e garantire nuove opportunità di reddito in un momento particolarmente difficile per il Paese». 

Voucher lavoro 2023: critiche per il lavoro domestico

I datori di lavoro domestico, che si raggruppano nell’Assindatcolf, sono invece più cauti per non dire critici. «I buoni lavoro di cui abbiamo sentito parlare la premier Meloni rischiano di essere una nuova versione dei vecchi voucher o dell’attuale Libretto famiglia: strumenti totalmente inadeguati ad affrontare il vero problema di cui soffre il comparto».

Voucher lavoro 2023, come funzionano

Voucher lavoro 2023: i sindacati dicono no

Il ritorno ai voucher non è stato accolto bene dai sindacati, anzi. «Siamo in presenza di una distonia governativa – ha dichiarato Ilana Veronese, segretaria confederale della Uil -. L’esecutivo con la mano destra stanzia risorse per esoneri contributivi destinati ad assunzioni stabili di giovani e donne e, con l’altra, reintroduce uno strumento di ingresso altamente precarizzante come il voucher».

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