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Welfare 2023: quali aiuti per famiglie, lavoratori e imprese

Ridimensionamento dell’Rdc, aumento dell’Assegno Unico Universale, Fringe benefit. Di seguito le misure di welfare nel 2023.

di Valerio Pisaniello

Gennaio 2023

Misure di welfare nel 2023 – Tra i temi sociali contenuti nella Legge di bilancio di recente approvazione c’è il ridimensionamento del reddito di cittadinanza, l’aumento dell’Assegno Unico Universale per i figli e alcune misure di sostegno ai meno abbienti. Di seguito le misure di welfare nel 2023. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Misure di welfare nel 2023: i punti salienti

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha definito la sua manovra “coraggiosa e coerente con gli impegni presi con gli italiani” che “non si limita a un lavoro ragionieristico ma fa scelte politiche importanti” volte anzitutto a sostenere le famiglie italiane, i redditi più bassi e le persone più fragili. Per Meloni tali misure rappresentano “l’inizio di percorsi che dureranno tutta la Legislatura”.

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Quali sono le misure di welfare nel 2023?

Misure di welfare nel 2023. Esempi tipici di welfare aziendale sono l’assicurazione sanitaria integrativa (rimborso spese mediche estese anche ai familiari; convenzioni presso studi medici; checkup sullo stato di salute e anche donazione del sangue a scopo preventivo, oltre che benefico) e la previdenza integrativa (fondi pensione).

Misure di welfare nel 2023: uno sguardo generale alla manovra

Misure di welfare nel 2023. La legge di Bilancio prevede misure per 35 miliardi, di cui due terzi (21 miliardi) destinati a contrastare il caro bollette. Tali risorse andranno in particolare a sostegno delle famiglie, con aiuti diretti a nuclei con un Iste inferiore a 15.000 euro (soglia aumentata rispetto ai precedenti 12.000 euro) per un totale di 9 miliardi, e delle imprese, attraverso un aumento dei crediti di imposta (anche in questo caso fino a 9 miliardi complessivi).

Tante le misure di welfare citate durante la conferenza stampa di Meloni. Segnaliamo in particolare la rimodulazione del reddito di cittadinanza, l’aumento dell’Assegno Unico Universale e altre iniziative di sostegno alle famiglie, l’istituzione di un fondo per sostenere gli acquisti alimentari dei cittadini più fragili.

Di seguito riportiamo per punti quanto emerso durante la conferenza sui temi più strettamente sociali. Nei prossimi giorni vi segnaleremo eventuali altre novità sugli argomenti seguiti da Secondo Welfare presenti nel testo approvato del Consiglio dei Ministri (al momento non ancora disponibile). Ricordiamo che, ovviamente, le misure oggi presentate potranno subire cambiamenti, anche profondi, durante la discussione parlamentare.

Misure di welfare nel 2023: abolizione dell’Rdc

Misure di welfare nel 2023. Tra i punti che stanno già accendendo il dibatto politico c’è la revisione del reddito di cittadinanza introdotto nel 2019. Meloni ha parlato di un mantenimento delle tutele “per chi non può lavorare” e dell’abolizione entro la fine del 2023” per chi invece è abile al lavoro. La Premier ha inoltre parlato di un periodo di transizione in cui è previsto un’accompagnamento a chi non potrà più godere del Reddito, “anche grazie alle risorse del Fondo sociale europeo” che sarà utilizzato per la formazione e riqualificazione professionale.

La Ministra Marina Calderone ha quindi spiegato nel dettaglio cosa prevede la legge di Bilancio su questo fronte. Dal 1° gennaio 2023 le persone tra 18 e 59 anni abili al lavoro – ma che non hanno nel proprio nucleo familiare disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età – potranno ricevere fino a un massimo di 7 mensilità del reddito di cittadinanza nel corso dell’anno.

Per loro saranno attivati percorsi di formazione e riqualificazione obbligatori ed è previsto il coinvolgimento nei progetti utili alla comunità gestiti dai Comuni. Calderone ha inoltre parlato di un “rafforzamento dei controlli” e della possibilità decadenza del Reddito nel momento in cui percettore rifiuti una prima “offerta congrua” di lavoro da parte dei Centri per l’impiego.

Le misure annunciate appaiono in linea con quanto anticipato nel documento di programmazione pluriennale 2023-2025, in cui si parla esplicitamente dell’avvio del percorso di abolizione del reddito di cittadinanza nella forma attuale e la sua sostituzione con una nuova misura di contrasto alla povertà che sarà a questo punto elaborata nel corso dell’anno.

Misure di welfare nel 2023: Assegno Unico Universale e altre misure  

Meloni ha spiegato che la legge di Bilancio 2023 interverrà a sostegno della natalità anzitutto rafforzando l’Assegno Unico Universale per i figli a carico attraverso:

Inoltre, la manovra prevede una diminuzione dell’Iva su tutti i prodotti per la prima infanzia, che viene portata al 5% (così come i dispositivi igienici femminili non compostabili). Vengono inoltre confermate misure a sostegno dell’acquisto delle prima casa per le giovani coppie.

Meloni ha accennato anche all’introduzione di un mese di congedo facoltativo all’80% che potrà essere fruito fino al 6° anno di vita di figli e figlie. Sarà da verificare, in caso di attuazione, se la misura riguardi solo le madri o anche i padri visto che Meloni e Calderoni hanno usato parole diverse per descriverla.

Le misure di welfare nel 2023
Le misure di welfare nel 2023 – L’immagine mostra un gruppo di persone che unisce le mani

Misure di welfare nel 2023: welfare aziendale e assunzioni 

Le misure di welfare nel 2023: La Ministra Calderone ha parlato anche di interventi sul mercato del lavoro attraverso l’introduzione di agevolazioni (fino a 6.000 euro) per le assunzioni a tempo indeterminato di chi ha già un contratto a tempo determinato. Tali misure varranno in particolare per le donne svantaggiate, per i giovani con meno di 36 anni e per i percettori di Reddito di Cittadinanza (in alcune situazioni reddito da lavoro e la misura sono cumulabili).

Meloni ha spiegato che la legge di Bilancio prevede inoltre una diminuzione della tassazione per i premi di produttività fino a 3.000 euro, che passerà dal 10% al 5%. La misura non va confusa con l’aumento dei fringe benefit di welfare aziendale a 3.000 euro, che è solo stato citato rapidamente in conferenza stampa, ma che sicuramente sarà oggetto di ampia discussione in sede parlamentare (viste anche le voci critiche arrivate da sindacati, provider, ma anche dalle stesse aziende).

Misure di welfare nel 2023: i finge benefit

Misure di welfare nel 2023. Nella Circolare 35/2022 Ci sono poi due chiarimenti di particolare interesse. Il primo riguarda il pagamento o rimborso delle utenze domestiche. La Circolare spiega che questo può riguardare anche immobili a uso abitativo “posseduti o detenutidal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, “a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio”.

Vi rientrano, quindi, anche le utenze per uso domestico intestate al condominio (come ad esempio il riscaldamento condominiale centralizzato) e “quelle per le quali, pur essendo le utenze intestate al proprietario dell’immobile (locatore), nel contratto di locazione è prevista espressamente una forma di addebito analitico e non forfetario a carico del lavoratore (locatario) o dei propri coniuge e familiari”.

Il secondo aspetto riguarda il rapporto tra i fringe benefit e il “bonus carburanteprevisto dal DL 21/2022. In merito, l’Agenzia specifica che “i beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di euro 200 per uno o più buoni benzina ed un valore di euro 600 per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina)”.

In altre parole, l’innalzamento della soglia dei fringe benefit rappresenta un’agevolazione “ulteriore, diversa e autonoma” rispetto al bonus carburante. Un’azienda può quindi prevedere – solo per l’anno 2022 – 200 euro di buoni carburante e altri 600 da spendere in altri beni e servizi previsti dalla normativa (arrivando così ad un totale di 800 euro).

Di seguito elenchiamo alcune fonti sulle misure di welfare nel 2023.

Fonti e materiale di approfondimento

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