Ecco le regioni che rischiano la zona arancione dopo il 26

L'Italia si avvia verso la zona gialla quasi totale e la fine di molte restrizioni, ma per 5, 6 Regioni la zona arancione potrebbe essere ancora prorogata. Si tratta di Campania, Puglia, Sardegna, Valle d'Aosta e probabilmente la Sicilia. Potrebbe rientrare tra i parametri anche la percentuale delle persone vaccinate. Cosa accade nei Paesi che hanno già riaperto?

4' di lettura

Se la zona gialla sarà predominante in Italia a partire dal prossimo 26 aprile, con le conseguenti “grandi aperture”, ci sono cinque, sei regioni che rischiano concretamente di restare in zona arancione, il che significa anche andare avanti con una serie di restrizioni.

Vediamole le Regioni che non sembrano avere ancora i numeri sufficienti per passare in zona gialla (vedi cosa significa).

Le regioni in zona arancione

Con i parametri attuali sia di Rt, sia di occupazione di posti letto negli ospedali e nelle terapie intensive, dovrebbero restare in zona arancione anche dopo il 26 aprile la Campania, la Puglia, la Sardegna, la Valle d’Aosta e molto probabilmente la Sicilia.

Le regioni in zona gialla

Tutte le altre Regioni dovrebbero invece passare in zona gialla. Con la riapertura quindi di bar e ristoranti, all’aperto, e delle scuole superiori.

I criteri per passare da zona arancione a zona gialla

Per passare in zona gialla l’indice di contagio deve essere inferiore a 1, molte Regioni sono intorno a 0,80, quindi ben al di sotto di quella soglia di rischio.

Ricordiamo che l’indice Rt segnala la velocità di diffusione del coronavirus. Un numero inferiore a 1 significa che chi è positivo contagia meno di una persona e questo causa un lento ma costante rallentamento della diffusione dell’infezione.

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Sarà verificata la soglia di rischio, il numero di casi ogni 100.000 abitanti e di certo avrà un peso, come detto, la situazione negli ospedali e in particolare nelle terapie intensive.

Questi sono i valori che indicano in modo poco discutibile la situazione contagi all’interno delle singole Regioni.

Il peso dei vaccini

Il governo potrebbe comunque inserire tra gli indici significativi per decidere il colore delle singole regioni, e quindi avere un peso sul passaggio dalla zona arancione alla zona gialla, anche la diffusione delle vaccinazione. E quindi, più alta è la percentuale di persone che hanno ricevuto una o due dosi di vaccino e minore sarà il rischio che il contagio si diffonda.

Riaperture e timori

Le riaperture sono state decise anche incrociando le dita. Il presidente del consiglio Mario Draghi parla di “rischio calcolato”. Ovvero ha equiparato il vantaggio economico e psicologico che deriva alla nazione dalle aperture con la possibilità che un alleggerimento delle restrizioni possa provocare un aumento dei contagi.

Riaperture cosa accede all’estero

Si sta seguendo con attenzione quello accade in altri Paesi dove le riaperture sono state decise in contemporanea con l’avanzare delle vaccinazioni.

Un dato non sembra confortante, è quello degli Stati Uniti, dove la campagna di vaccinazione procede con grande intensità (è il Paese che ha vaccinato più cittadini), ma in alcuni Stati si sta registrando un importante aumento dei contagi. In particolare dove i governatori sono stati più rapidi a ordinare la fine delle misure di sicurezza.

Sguardo sulla Gran Bretagna

Ma forse il dato più significativo per l’Italia potrebbe essere quello della Gran Bretagna (che ha una popolazione molto più simile per numero a quella italiana). Lì le vaccinazioni, anche con una sola dose, hanno drasticamente ridotto (ma non azzerato), il numero dei contagiati, dei ricoverati e dei morti (dove il calo è stato ancora più marcato).

Il governo britannico ha disposto importanti riaperture. Tra una settimana sarà possibile verificare se la riduzione delle restrizioni abbia avuto delle conseguenze sulla diffusione del contagio.

Potrebbe essere un riferimento importante anche per capire quello che potrebbe accadere in Italia.

La speranza è anche un’altra, l’arrivo della bella stagione – così come è accaduto lo scorso anno – potrebbe influire insieme alle misure di sicurezza più ovvie (mascherine, distanze e niente assembramenti), alla riduzione della diffusione del contagio da coronavirus.

Nel frattempo auguriamoci comunque di vedere un’Italia colorata in modo uniforme, e quindi senza nessuna zona arancione a macchiare il giallo. In attesa che si ritorni, senza rischi e senza timori, al bianco candido del rischio zero.

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