Zona bianca in arrivo: ma c’è un po’ di timore

Zona bianca in arrivo: i governatori invitano i cittadini a essere prudenti nonostante la fine di molte restrizioni, l'esempio della Sardegna è un avvertimento. Oggi la Conferenza Stato Regioni per trovare linee guida comuni. Ma come al solito ci sono divisioni: c'è chi non vorrebbe eliminare ancora il coprifuoco e chi invece vuole riaprire le discoteche. Avanti invece con il green pass.

5' di lettura

Tre regioni stanno per passare in zona bianca e c’è un po’ di apprensione: il timore è l’esempio della Sardegna. L’isola nel marzo scorso è passata in zona bianca, forse troppo presto. Risultato? Qualche mese dopo era in zona rossa.

Bisogna dunque fare di tutto per evitare che si ripeta quella stessa situazione. Ci sono però due elementi che danno fiducia: la campagna vaccinale e l’arrivo della stagione estiva che almeno in Europa ha coinciso, l’anno scorso, con una drastica riduzione del contagio.

Il calendario del passaggio in zona bianca

Il primo giugno passeranno in zona bianca Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna (di nuovo).

La settimana dopo, il 7 giugno, sarà la volta di Abruzzo, Liguria e Veneto.

Dal 14 giugno Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna. Poi via via le altre.

A fine giugno l’Italia quasi per intero dovrebbe essere in zona bianca.

C’è sollievo per le riaperture, ma anche una certa apprensione. Le Regioni stanno cercando di elaborare insieme delle linee guida per tentare di attenuare al massimo gli effetti possibili di una riapertura quasi totale.

Ovvero: si cerca di gestire questa fase con cautela, evitando che si trasformi in un liberi tutti che, come la scorsa estate, ha poi avuto conseguenze e ricadute gravi all’inizio dell’autunno.

Le riaperture e i dubbi per la zona bianca

In zona bianca come saprete non c’è il coprifuoco, non ci sono limiti agli spostamenti. Resta, per ora, l’obbligo della mascherina e continuano a essere applicati i protocolli previsti per diverse attività aperte al pubblico. A partire dai ristoranti. Le discoteche restano chiuse.

Il criterio per il passaggio in zona gialla

Il rischio è che le riaperture possano far tornare i contagi sopra la soglia dei 50 contagi ogni 100.000 abitanti, in quel caso scatterebbe la zona gialla. Si punta a una maggiore elasticità nel criterio di passaggio alla zona di rischio più elevato. Si studia infatti una zona bianca rinforzata, anche per mettere un argine al balletto dei colori.

Se ne discuterà oggi nella conferenza Stato-Regioni. I governatori stanno tentando di far passare un messaggio ai cittadini: la zona bianca non significa che la pandemia è passata.

La zona bianca è una conquista dopo mesi di sacrifici, ma non è la fine del covid. Per quello bisognerà aspettare altri mesi e concludere la campagna vaccinale (quindi fino a settembre, ottobre).

La fase è delicata, serve prudenza. Il concetto è chiaro: siamo a un passo dalla fine ma non è ancora finita.

Le Regioni in ordine sparso

Ma come al solito le Regioni si muovono in ordine sparso. Le sensibilità sono diverse e diverse le soluzioni. Se c’è chi ritiene sia meglio “sperimentare” prima il coprifuoco alle 24 e poi passare all’eliminazione della restrizione, c’è chi invece sollecita la riapertura delle discoteche e la modifica del protocollo per i ristoranti, ritenuto troppo severo (e quindi passare dai tavoli a quattro a quelli a sei persone).

Due visioni della lotta alla pandemia che si stanno scontrando dall’inizio della crisi. In Italia, ma non solo.

Il certificato digitale europeo

Dall’Italia all’Europa, per una questione che riguarda tutti i Paesi dell’Ue: il certificato digitale, il codice QR su smartphone o il documento cartaceo per far viaggiare nell’Unione i cittadini completamente vaccinati, quelli guariti dal Covid e quelli che pososno esibire un recente tampone negativo.

Sia il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sia il ministro Vittorio Colao sono ottimisti: «Per metà giugno saremo pronti e chi avrà questa certificazione non dovrà fare quarantene o sottoporsi a particolari restrizioni».

I sistemi di 18 Paesi sono già pronti (e c’è anche l’Italia). Per altri sei si tratta di giorni. Si corre per cercare di garantire a tutti una stagione turistica in piena sicurezza.

Nel frattempo i contagi sono in lenta ma costante discesa in tutta Europa. Segnali positivi, ma che invitano ancora tutti ad avere comunque prudenza.

Il covid è in ritirata, ma non è scomparso. Con o senza zona bianca.

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