Zona gialla: liberi tutti, assembramenti nelle strade

Zona gialla: liberi tutti, assembramenti in tutta Italia. Da Torino e Milano a Napoli e Roma, scene simili e folla tra le strade. L'appello del ministro Speranza, l'allarme del Comitato tecnico scientifico. «La zona gialla indica sempre un rischio, ci vuole poco a far risalire la curva dei contagi»

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Coma al solito: zona gialla, liberi tutti. È accaduto di nuovo, come ogni volta. L’Italia si veste tutta di giallo e già sabato, dopo l’annuncio del ministro della Salute, Roberto Speranza, prima ancora che l’area moderata di rischio venisse imposta in molte regioni, si sono riversate in strada migliaia di persone, da Milano, Torino, Roma a Napoli.

Italia unita nell’ennesimo liberi tutti, con o senza mascherina.

Zona gialla non è scampato pericolo

Sono immagini che hanno preoccupato proprio Speranza: «La zona gialla non significa scampato pericolo, serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane».

Zona gialla, ma i sindaci cosa fanno?

Il commissario per l’emergenza contro il coronavirus, Domenico Arcuri, ha manifestato il suo timore. Ovvero: «Si rischia di perdere di nuovo il controllo dell’epidemia, dobbiamo tenere comportamenti responsabili». Sembrano le stesse parole pronunciate prima di Natale.

Più duro il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo. Dopo aver riconosciuto che «gli italiani sono esasperati e non vedono l’ora di tornare alla normalità», ha puntato l’indice contro i sindaci: «Quegli assembramenti sono inaccettabili, ma i sindaci cosa fanno?».

Si teme la risalita dei contagi a fine febbraio

Il timore è chiaro: la curva epidemiologica è in lieve ma costante calo da giorni, ma ci vuole poco per far decollare di nuovo i contagi, come è già accaduto in Francia, Spagna e Germania.

«Capisco – ha aggiunto Miozzo – che i cittadini siano proiettati verso il ritorno alla normalità, ma non si comprende che il virus è ancora, come oggi, attorno a noi». Perché il giallo – ha aggiunto – non è normalità. È pur sempre un indicatore di rischio, il sistema dei colori ci aiuta a convivere con il coronavirus».

L’allarme dei presidenti di Regione

Multe a raffica e interventi delle forze dell’ordine a Milano, in particolare i Navigli e Corse Vittorio, a Napoli e a Roma, dove sono state chiuse alcune piazze del centro e dove, a piazza del Popolo, si è consumata un’altra rissa tra adolescenti.

Sindaci e presidenti di regione hanno lanciato l’allarme. Zona gialla non è la fine della pandemia. Zona gialla indica una situazione che sta lentamente migliorando o non è ancora preoccupante. Ma si cammina sul filo. Basta poco per far riesplodere i contagi.

Bene le riaperture di bar e ristoranti, ma prudenza

Proprio ieri i dati sono scesi ancora (11.252 nuovi positivi al coronavirus e 237 morti), ma gli assembramenti restituiscono un timore che sembrava evaporato dopo che le feste di fine anno sono passate senza lasciare conseguenze sull’aumento dei contagi. L’incubo è una risalita incontrollata della diffusione del coronavirus alla fine di febbraio.

La buona notizia con la zona gialla sono le riaperture di bar e ristoranti. Un po’ di respiro alle aziende commerciali che più di altre hanno sofferto per le restrizioni imposte durante la pandemia.

Ma le immagini che circolano da sabato, gli assembramenti, gente allegramente a volto scoperto, non sono un buon segnale: va bene la limitazione delle misure, va bene riaprire alcune attività, ma sempre nel segno della prudenza.

I virologi: in certe situazioni doppia mascherina

Alcuni virologi hanno consigliato a chi si trova in zone molto frequentate (al limite dell’assembramento), di indossare la doppia mascherina, che riduce ancora di più la possibilità di contrarre il coronavirus. Una richiesta che sembra destinata a cadere nel vuoto: piuttosto che la doppia mascherina, in giro per le strade e le piazze italiane, era più semplice trovare gente che quella mascherina o non la indossava o l’aveva abbassata sotto il mento.

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