Coronavirus Italia. Altre tre regioni in zona gialla

Coronavirus Italia. Domenica la Penisola cambia ancora colore o meglio altre tre regioni passeranno nella zona gialle del rischio moderato: Lazio, Veneto e Liguria. L'Italia più gialla che rossa è anche la cartina di tornasole di una situazione epidemiologica in via di miglioramento, l'immagine di un Paese che soffre ma resiste in attesa che passi questo ancora lungo inverno.

6' di lettura

Altre tre regioni passeranno da domenica 31 gennaio da arancione a giallo, si tratta di Liguria, Lazio e Veneto, dove l’indice Rt è sceso nelle ultime settimane al di sotto dell’1. Il passaggio sarà certificato dopo il monitoraggio dei tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’Italia più gialla che rossa (o arancione), è anche la cartina di tornasole dell’attuale situazione epidemiologica nel Paese, dove hanno evidentemente funzionato le restrizioni durante le feste di fine anno, la terza ondata sembra al momento scongiurata e non c’è stata, come nel resto del mondo, la stagionale epidemia influenzale.

Resta il problema dei vaccini (con la polemica feroce contro le case farmaceutiche), per le consegne in ritardo e a singhiozzi, e i dubbi che circondano le varianti del coronavirus, più contagiose e in alcuni casi più resistenti al vaccino.

Ma l’istantanea di questi giorni consegna un’Italia che soffre ma resiste alla pandemia. L’inverno è ancora lungo, ma facendo gli scongiuri, si sta rivelando meno drammatico rispetto a quanto avevano supposto e immaginato tanti virologi.

Zona gialla, cosa si può fare

Vediamo cosa comporta il passaggio in zona gialla per le Regioni che si apprestano a rientrare nel club del rischio moderato (in attesa, si spera, di inaugurare la zona bianca del rischio prossimo allo zero).

Sono consentiti gli spostamenti?

Dal 16 gennaio al 15 febbraio 2021, in zona gialla, è consentito spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00, all’interno della propria Regione o Provincia autonoma, nel rispetto delle previste restrizioni per gli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate. Dal 16 febbraio al 5 marzo gli spostamenti tornano invece ad essere consentiti da e per tutte le regioni che si trovano in area gialla. Fino al 5 marzo 2021, resta in vigore anche il coprifuoco: dalle ore 22.00 alle 5.00 sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Si può far vista a parenti e amici?

Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti, in zona gialla è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione o Provincia autonoma, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Sarà possibile portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Serve l’autocertificazione in zona gialla?

Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno della propria Regione o Provincia autonoma. Dalle 22 alle 5 o in qualunque orario nel caso ci si sposti, per qualsiasi ragione, verso un’altra Regione o Provincia autonoma, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti. In questo caso serve l’autocertificazione.

Sono aperti i ristoranti?

È possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione, dalle 5.00 alle 18.00. Negli stessi orari è permessa la vendita con asporto di cibi e bevande.

La consegna a domicilio in zona gialla non ha limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Sono aperti centri commerciali?

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Sono aperti i negozi?

Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque in zona gialla a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Posso andare in palestra/piscina?

Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.

È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area gialla, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Non si possono usare gli spogliatoi.

Sono aperti i musei e luoghi della cultura?

In zona gialla il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre.

Si può andare da Ikea?

In zona gialla ci si può recare in negozio, ma solo nei giorni feriali. I centri Ikea all’interno dei centri commerciali saranno inoltre soggetti alle apposite restrizioni indicate. Allo stesso tempo il trasporto, la consegna e il montaggio di mobili sono consentiti se rientrano nella comprovata esigenza lavorativa, così come il trasporto di mobili o oggetti acquistati prima dell’introduzione delle restrizioni al commercio.

Posso andare nella mia seconda casa se vivo in zona gialla?

Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare “rientro” alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”.

Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al “rientro”, è possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2.

Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo.

La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa (art. 2704 del codice civile) o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

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