Nessuna zona rossa. Italia quasi tutta a rischio moderato

Nessuna zona rossa: sedici tra Regione e Province autonome da dona saranno in zona gialla, le altre in arancione e l'indice Rt è sceso quasi ovunque sotto l'1. Sono segnali positivi, resta alto però il numero dei morti e procede a rilento la campagna di vaccinazione. Ma non avere nessuna zona rossa nella Penisola non è poco.

3' di lettura

Nessuna zona rossa. Da domani l’Italia sarà in giallo (prevalentemente) o in arancione nella scala cromatica del rischio pandemia. Quasi tutta in fascia moderata. L’indice Rt è sceso quasi ovunque sotto l’1, negli ospedali i pazienti con infezione da coronavirus stanno lentamente diminuendo, così come il numero dei contagiati quotidiani. Un quadro che potrebbe invitare all’ottimismo, ma il numero dei morti è ancora troppo alto, la vaccinazione (anche per colpa delle case farmaceutiche), procede a rilento e non può essere sottovalutata l’incidenza che potrebbero avere sui contagi le varianti del coronavirus che stanno iniziando a circolare anche in Italia.

Sedici tra Regioni e PA in giallo

Ma torniamo alla scala cromatica. Nessuna zona rossa, dunque. 16 tra Regioni e Province autonome sono in zona gialla e cinque in zona arancione. A partire da domani, lunedì primo febbraio.

Il 29 gennaio il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha infatti firmato due nuove ordinanze, anche sulla base dei dati e delle indicazioni che sono arrivate dalla Cabina di regia per la lotta alla diffusione del coronavirus.

I nuovi colori dell’Italia

La prima ordinanza ha classificato in zona gialla la Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto (che erano in arancione). Il secondo provvedimento ha tolto dalla zona rossa,e portato in arancione, la Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano. L’arancione è stato confermato per Puglia e Umbria.

Nessuna zona rossa, dunque. Ma vediamo da domani quale sarà la ripartizione in colori dell’Italia.

Sono in zona gialla: Abruzzo, Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto.

Sono invece in zona arancione: Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria.

Resta il divieto di spostarsi tra le Regioni

L’attesa è tutta in quelle regioni che tornano in giallo, con la riapertura al pubblico di bar e ristoranti, in zona arancione infatti si poteva effettuare solo il servizio da asporto.

Molti speravano che il passaggio nella fascia di rischio moderato potesse essere stabilito per oggi, giorno di festa. Ma quella speranza è andata delusa.

Già ieri, nelle regioni che si apprestano a diventare gialle, c’è stata una grande presenza di persone nelle strade dello shopping.

Anche senza nessuna zona rossa, resta comunque in vigore il divieto di spostarsi da una regione all’altra.

Nessuna zona rossa, non è poco

Il passaggio graduale di gran parte dell’Italia nella zona moderata di rischio coronavirus è sicuramente merito delle restrizioni imposte durante le feste di fine anno. Quelle restrizioni hanno scongiurato l’arrivo della terza ondata del coronavirus, cosa che è invece accaduta in Gran Bretagna, Olanda e Germania (per restare in Europa), e ora sta di nuovo suscitando allarme, e possibili nuovi lockdown, in Francia (soprattutto) e Spagna, le due nazioni che hanno condiviso più di altre l’altalena di contagi che ha vissuto l’Italia.

Per ora resta la buona notizia: nessuna zona rossa. Non è poco.

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