Caregiver, contributi per chi assiste i disabili

Caregiver, contributi per chi assiste i disabili, riconosciuti per i congedi straordinari e per i permessi: avranno un peso sulla pensione, vediamo come. La contribuzione figurativa per la legge 104, chi può accedere a questa agevolazione, come si calcola l'effetto sull'assegno pensionistico.

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Per i caregiver che assistono familiari disabili ci sono delle agevolazioni contributive previste dalla normativa che spesso vengono dimenticate. Come quella che riguardano i permessi (garantiti dalla legge 102, articolo 22) e il congedo straordinario biennale (articolo 42, comma 5 del decreto legge 42 del 2001).

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Caregiver, permessi e congedi biennali

Le assenze dal lavoro dei caregiver, sia per i permessi, sia per il congedo straordinario biennale, prevedono la copertura contributiva gratuita.

In pratica, chi rientra all’interno della normativa, e si assente dal lavoro per occuparsi di familiari disabili, ha diritto oltre alla busta paga anche ai contributi figurativi per la pensione.

E quindi non si perde nulla anche sul futuro assegno pensionistico.

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Caregiver, la legge 104

La legge 104 è stata introdotta nel 1992 per consentire ai lavoratori dipendenti, sia pubblici, sia privati, di assistere familiari con una disabilità grave. Si può trattare del coniuge o di parenti fino al secondo grado (si arriva al terzo se i genitori o il coniuge delle persona con problemi di disabilità abbiamo più di 65 anni o siano loro stessi affetti di handicap).

E dunque, i periodi di assenza dal lavoro (si conteggiano quelli a partire dal 28 marzo del 2000), sono tutti coperti da contributi figurativi. E incidono ovviamente in maniera positiva sull’assegno pensionistico che verrà.

I disabili che accedono alla legge 104 possono utilizzare oltre ai permessi su base giornaliera anche a quelli orari (due ore al giorno). Cosa che non è invece possibile per i caregiver che li assistono. Fatta esclusione per i genitori che assistono un minore con una disabilità grave,

Questi genitori possono anche chiedere il prolungamento dell’astensione facoltativa fino al terzo anno di vita del minore.

Caregiver, come calcolare la contribuzione figurativa

Ma come si calcola questa contribuzione figurativa? Il riferimento base è il 200 per cento dell’assegno sociale (in pagamento quell’anno).

La legge consente ai lavoratori dipendenti il diritto al congedo straordinario fino a due anni (può essere anche suddiviso in periodi).

Questo congedo straordinario viene riconosciuto:

  • al coniuge convivente di una persona con handicap grave;
  • al padre o alla madre (anche adottivi), in assenza di un coniuge convivente;
  • a uno dei figli che conviventi del genitore disabile se l’altro coniuge è morto o ha a sua volta delle patologie invalidanti;
  • a uno dei fratelli o sorelle conviventi in assenza (per decesso o patologie invalidanti) dei figli conviventi.

Nel caso di un figlio con un handicap grave, i diritti riconosciuti dalla legge possono essere alternativamente utilizzati da entrambi i genitori.

Caregiver, due benefici

La legge concede dunque al caregiver due benefici:

  • l’indennità di congedo, che è uguale all’ultima retribuzione e comprende tra l’altro la tredicesima e altre mensilità aggiuntive;
    • la copertura contributiva figurativa.
    • Per questi benefici c’è comunque un tetto: è di 48.737 euro. Questa somma deve essere divisa tra indennità economica e accredito figurativo.
  • L’indennità economica non può essere superiore (per il 2021) a 36.645 euro (l’equivalente di 100 euro al giorno).

Il resto della somma (12.092 euro, che equivale a 36.645 x 33%, l’aliquota contributiva) è invece a disposizione dell’Inps e viene utilizzata per l’accredito dei contributi figurativi sugli stessi periodi nei quali si riceve l’indennità economica.

Caregiver, le aliquote

Se si è iscritti a una gestione pensionistica che prevede una aliquota diversa dal 33%, verrà applicato quel valore differente all’ammontare massimo dell’indennità economica.

In questo modo si individua un massimale alla contribuzione figurativa, anche se la retribuzione annua risulta superiore alla massima indennità fruibile (come si legge nella circolare Inps numero 14 del 2007).

L’Inps consente comunque di integrare la retribuzione figurativa con il riscatto o con il versamento di contributi volontari (pagati direttamente dal lavoratore).

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