Lavoratori statali, ecco quanto aumenta lo stipendio

Lavoratori statali, ecco quanto aumenta lo stipendio: siglato il nuovo contratto di lavoro, incrementi nella busta paga per tutti, vediamo a quanto ammontano. Sono stati stabiliti anche nuovi criteri per gli scatti di carriera e le regole che normano il lavoro a distanza. Il nuovo contratto sarà operativo entro due mesi.

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Buste paga più pesante per i lavoratori statali. È tutto già stabilito, manca solo la firma sul nuovo contratto e gli ultimi passaggi burocratici, poi gli aumenti inizieranno a essere accreditati (tempo due mesi). La trattativa per il rinnovo del contratto può dirsi conclusa. E anche quella per gli arretrati.

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Ma di che aumenti parliamo per i lavoratori statali?

Saranno nell’ordine del 4,15%.

In pratica:

  • per i dipendenti della prima area (messi, uscieri, personale ausiliario): 56,60 euro lordi;
  • per i dipendenti della seconda area (assistenti e personale allo sportello): da 62 a 79,50 euro lordi;
  • per la terza area (funzionari): 111 euro lordi.

Lavoratori statali: gli aumenti per altrui enti

Gli aumenti sono gli stessi anche per i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici.

Nelle Funzioni centrali ci sono comunque anche altre amministrazioni. Vediamo:

Cnel

  • si va dai 56,90 euro per gli uscieri ai 104,90 euro per i funzionari apicali

Enav (ente nazionale per l’assistenza di volo), Ansfisa (Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), e Ansv, (Agenzia Nazionale per la sicurezza del volo):

aumenti da 62,30 euro (per il profilo più basso, A1) a 133,3 per i professionisti di terzo livello.

Agid (Agenzia per l’Italia digitale):

da 56,90 per gli operatori di prima fascia ai 146,10 euro per i professionisti della terza area.

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Lavoratori statali: l’iter del contratto

Gli aumenti in busta paga per i lavoratori statali arriveranno dopo la sigla il contratto tra i sindacati e Aran. Ma non è finita: quel contratto infatti sarà poi visionato dalla Ragioneria, dalla Corte dei Conti, ritornerà in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

In tutto un paio di mesi.

L’accordo preliminare, quello tra Aran e sindacati, era comunque lo scoglio più importante. E quello è stato superato, manca solo qualche minimo dettaglio. Si è anche stabilito il pagamento degli arretrati.

Lavoratori statali: l’ordinamento professionale

Nel nuovo accordo, ovviamente, non si parla solo di aumento degli stipendi. Si introduce infatti anche un nuovo ordinamento professionale.

Cambieranno le “progressioni economiche orizzontali”.

Gli scatti saranno decisi con questo sistema:

  • 40% per la valutazione dei dipendenti (fatta dai loro dirigenti);
  • 40% per anzianità di servizio;
  • 20% per parametri che restano da stabilire.

Lavoratori statali: gli scatti di stipendio

Per intenderci:

  • un funzionario di terza area potrà beneficiare al massimo (nell’intera carriera) di cinque scatti, ognuno del valore di 2.150 euro lordi l’anno;
  • un assistente di seconda area potrà beneficiare al massimo (nell’intera carriera) di cinque scatti, ognuno del valore di 1.170 euro;
  • un usciere o un ausiliario potrà beneficiare al massimo (nell’intera carriera) di due scatti del valore di 800 euro annui lordi.

Lavoratori statali: lo smart warking

Nel nuovo contratto – che è arrivato al termine di una lunga trattativa – è stato anche regolamentato lo smart warking, che con o senza pandemia potrebbe essere uno strumento di lavoro adottabile in molte situazioni.

Sono state previste le modalità e le norme che regolano il lavoro fuori dall’ufficio.

Due in particolare:

  • una per obiettivi: in questo caso i dipendenti che lavorano a distanza potranno essere contattati dagli uffici per un massimo di nove ore ogni giorno di attività;
  • una più classica: gli impiegati che lavorano a distanza sono tenuti a rispettare quelli che sono normali orari d’ufficio e anche operando da casa non perderanno il diritto ai buoni pasto, ai permessi e agli straordinari.

Lavoratori statali: lavoro a distanza oltre il covid

La regolazione del lavoro a distanza si è resa necessaria dopo che è stato applicato e a lungo nel corso dell’emergenza sanitaria causata dal covid.

Ma in tutti questi mesi si è andati avanti sulla base dello stato di emergenza, e quindi senza una vera normativa che stabiliva le procedure del lavoro in smart warking.

La definizione di questa modalità di lavoro all’interno del nuovo contratto per i lavoratori statali consente dunque di avere un nuovo strumento. Anche senza la pandemia.

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