Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Lavoro / Lavoro a casa: obblighi e diritti, come funziona?

Lavoro a casa: obblighi e diritti, come funziona?

Limiti e determinate regole da seguire. In quest’articolo vi mostriamo come funziona il lavoro a domicilio.

di Valerio Pisaniello

Aprile 2023

Il lavoro a domicilio effettuato con vincolo di subordinazione può essere utile per entrambe le parti, ma ci sono specifiche norme da rispettare. In particolare il lavoratore ha specifici obblighi e diritti. Scopriamo come funziona il lavoro a domicilio (leggi su Telegram tutte le news sul lavoro domestico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagramtutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Come funziona il lavoro a domicilio: cos’è il lavoro a domicilio?

Come funziona il lavoro a domicilio? Un lavoratore a domicilio è un soggetto sottoposto a un vincolo di subordinazione, che può svolgere i propri compiti direttamente a casa, senza recarsi in sede. 

Sono legittimate a sottoscrivere contratti di questo tipo tutte le aziende che hanno la necessità di esternalizzare parte dei processi produttivi.

Va detto però, che le attività con programmi di ristrutturazione interna che hanno causato dei licenziamenti o sospensioni lavorative non possono stipulare nuovi contratti, nemmeno di lavoro a domicilio, almeno per un anno a partire dalla data dell’ultimo licenziamento effettuato.

Inoltre, non è possibile avvalersi di mediatore e intermediari, per evitare la costituzione di piccole imprese con il solo obiettivo di filtrare i rapporti tra le parti. L’azienda però può assumere dei dipendenti con mansioni di intermediari.

Ma quali possono essere i lavori a domicilio? In genere si tratta di lavorazioni che non richiedono un processo produttivo lungo e complicato. Non possono essere svolte, comunque, operazioni utilizzando sostanze o materiali pericolosi e nocivi per la salute dei dipendenti stessi ma anche dei familiari.

Detto ciò, va sottolineato anche che le prestazioni devono essere svolte soltanto dal dipendente, e non da conviventi o altri componenti della famiglia. In realtà nulla vieta di avvalersi di collaboratori esterni, ma non deve concretizzarsi in una organizzazione imprenditoriale.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=gX24Sw4yZbo&w=560&h=315]

Aggiungiti al gruppo Telegram sul lavoro domestico ed entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Come funziona il lavoro a domicilio: definizione e caratteristiche

Secondo la legge n. 877/1973, art. 1 è lavoratore a domicilio chiunque, con vincolo di subordinazione:

  1. esegue il lavoro nel proprio domicilio o in un locale di cui abbia disponibilità;
  2. esegue il lavoro personalmente o anche con l’aiuto accessorio di membri della sua famiglia conviventi e a carico, ma con esclusione di manodopera salariata e di apprendisti;
  3. utilizza materie prime o accessorie e attrezzature proprie o dello stesso imprenditore, anche se fornite per il tramite di terzi;
  4. osserva le direttive dell’imprenditore.

Come funziona il lavoro a domicilio?

Come funziona il lavoro a domicilio? Il lavoro a domicilio rientra tra i contratti di tipo subordinato, quindi non è da considerarsi autonomo o parasubordinato. Il datore di lavoro, quindi, può esercitare del potere nei confronti del lavoratori, proprio come per i dipendenti che si recano tutti i giorni in sede.

Ne deriva che il lavoratore deve rispettare le direttive aziendali, e deve seguire le istruzioni operative generali impartite, sebbena possa avere dei margini di autonomia esecutiva.
Alla riconsegna della lavorazione viene effettuato un controllo in merito all’esecuzione.

Il soggetto è comunque inserito all’interno del ciclo produttivo, come elemento integrante anche se le operazioni vengono svolte all’esterno. Si tratta, infatti, di una forma di decentramento produttivo.

L’orario di lavoro può anche essere part-time, in questo caso il soggetto può svolgere più lavori subordinati, se non sono in concorrenza tra loro.

Il pagamento, però, di differenzia dai contratti standard, dato che si basa sul cottimo pieno, quindi sulla quantità di operazioni svolte e non in base al tempo impiegato.

Per quanto riguarda la stipula del contratto, non c’è l’obbligo della forma scritta, ma è consigliabile per mettere nero su bianco gli accordi presi ed evitare spiacevoli sorprese e futuri contenziosi.

E’ bene indicare le seguenti informazioni:

Il dipendente deve essere, comunque, iscritto nel Registro dei lavoratori a domicilio, presso i Servizi per l’impiego, Ma, la prestazione deve essere svolta necessariamente a casa?

No, il soggetto può scegliere liberamente lo spazio ideale nel quale effettuare la prestazione richiesta, quindi in qualsiasi luogo di cui ha la disponibilità. 

Come funziona il lavoro a domicilio: retribuzione

In riferimento alla legge n. 877/1973, art. 8; Circ. INPS n. 114/1996, i lavoratori a domicilio debbono essere retribuiti sulla base di tariffe di “cottimo pieno” (la retribuzione è determinata esclusivamente in base alla quantità di lavoro effettivamente prestato) risultanti dai contratti collettivi della categoria.
Come risulta dall’analisi dei contratti collettivi nazionali di categoria, i parametri di riferimento per la determinazione della tariffa oraria e delle varie indennità aggiuntive sono costituiti:

Qualora i contratti collettivi non dispongano in ordine alla tariffa di cottimo pieno, questa viene determinata da una commissione a livello regionale composta di 8 membri, in rappresentanza paritetica dei datori di lavoro e dei lavoratori nominati dal direttore dell’ufficio regionale del lavoro su designazione delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative. Presiede la commissione, senza diritto di voto, il capo dell’ispettorato regionale del lavoro.

Spetta altresì alla commissione determinare la percentuale sull’ammontare della retribuzione dovuta al lavoratore a titolo di rimborso spese per l’uso di macchine, locali, energia ed accessori, nonché le maggiorazioni retributive da valere a titolo di indennità per il lavoro festivo, le ferie, la gratifica natalizia e l’indennità di anzianità.

Ove la tariffa e le indennità accessorie non vengano determinate in un congruo termine fissato dal direttore dell’ufficio regionale del lavoro, le medesime sono stabilite con decreto dello stesso direttore dell’ufficio regionale del lavoro in relazione alla qualità del lavoro richiesto, in base alle retribuzioni orarie fissate dai contratti collettivi osservati dall’imprenditore committente o dai contratti collettivi riguardanti lavorazioni similari.

Entro il 30 giugno o il 31 dicembre di ogni anno, con decreto del direttore dell’ufficio regionale del lavoro, le tariffe sono adeguate alle variazioni dell’indennità di contingenza.

Il pagamento della retribuzione viene effettuato all’atto della riconsegna del lavoro e secondo le consuetudini in vigore presso le singole aziende e non contrastanti con le norme del contratto per i lavoratori interni.

Come funziona il lavoro a domicilio: nella foto una lavoratrice a domicilio.

Come funziona il lavoro a domicilio: indennità di disoccupazione

Come funziona il lavoro a domicilio? Il riferimento è la legge n. 877/1973, art. 9, c. 1; Circ. Inps n. 313/1962 e Msg. Inps n. 895/2003 e n. 5291/2004:  I lavoratori a domicilio hanno diritto all’indennità di disoccupazione involontaria sempre che il rapporto si estingua per licenziamento per giusta causa o dimissioni per giusta causa”. (Cass. n. 14127/2002)

L’indennità è corrisposta anche nel caso di sospensione dell’attività aziendale dovuta a motivi imprevedibili, mentre non è dovuta nei periodi di sosta tra una commessa e l’altra poiché detti periodi sono da considerarsi una naturale conseguenza del tipo di lavoro svolto.

I datori di lavoro che assumono lavoratori a domicilio licenziati, beneficiari dell’indennità di disoccupazione con requisiti normali (cinquantadue settimane di contributi biennio antecedente la data del licenziamento), e che hanno più di cinquant’anni, godono, in via sperimentale e per il solo 2010, di una riduzione contributiva. (art. 1, c. 134 e 135, Legge n. 191/2009).

Fonti e materiale di approfondimento

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul lavoro domestico:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp