Reddito di cittadinanza, controlli Inps con dati incrociati

Reddito di cittadinanza: il garante per la protezione dei dati personali ha approvato i controlli Inps sui dati forniti da chi riceve o vuole ricevere l'Rdc.

3' di lettura

I controlli dell’Inps per i percettori del reddito di cittadinanza diverranno molto più stringenti. Ora l’ente di controllo previdenziale potrà contare su dati incrociati con altri soggetti pubblici. Vediamo cosa cambierà. (Qui la pagina con le news sul reddito di cittadinanza)

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Reddito di cittadinanza: sì ai controlli incrociati

Questa mattina il garante per la protezione dei dati ha infatti approvato le misure che l’Inps adotterà per acquisire anche in modo massivo, con criteri stabiliti da convenzioni pubblici, le informazioni necessarie su chi riceve il reddito di cittadinanza (Rdc).

Si parla dello scambio di dati che avverranno fra l’Inps, le amministrazioni comunali, l’anagrafe tributaria, le Regioni, i Pra (rispetto al possesso di autoveicoli). (Entrate nel gruppo facebook dedicato ai bonus)

Il garante ci tiene a precisare che i controlli, relativi ai percettori di reddito di cittadinanza, dovranno “essere limitati a quelli strettamente necessari ad effettuare le verifiche previste dalla legge (possesso di beni immobili, intestazione di autoveicoli, ricovero in strutture pubbliche di lunga degenza, condanne o misure cautelari personali)”.

E’ chiaro che l’imperativo sia ridurre sensibilmente il numero dei così detti furbetti, con effetto a catena che potrebbe portare al decadimento, del sussidio, chi ha percepito indebitamente l’Rdc.

Controlli per chi già riceve l’Rdc

L’approvazione del garante è legata a misure di sicurezza che devono assicurare l’integrità e la riservatezza dei dati. Per esempio i Comuni non dovranno conservarli per più del tempo necessario alla verifiche, dovranno renderli inaccessibili ad altri soggetti pubblici o privati.

Resta sospesa la richiesta di Inps di poter ricorrere, all’incrocio dei dati, anche per tenere d’occhio cosa accade nel periodo successivo all’erogazione del reddito di cittadinanza. Quando, cioè, i cittadini iniziano a riceverlo e magari potrebbero esserci variazioni di dati legati al reddito non comunicati.

Il Garante si riserva di verificare la conformità al Regolamento Ue di tali successivi controlli nell’ambito della valutazione di impatto più generale che verrà predisposta dall’Inps.

Reddito di cittadinanza. Rinnovo novembre. Pagamento e domanda
Reddito di cittadinanza. Rinnovo novembre. Pagamento e domanda

Cosa rischia chi dichiara il falso?

Chi ottiene il Reddito di cittadinanza, dichiarando il falso, rischia la reclusione da due a sei anni, mentre per l’omissione di variazioni del reddito o di altre informazioni, che porterebbero alla revoca o alla riduzione dell’importo per il sussidio, è prevista la reclusione da uno e tre anni. In questi casi il beneficio decade in modo retroattivo, quindi, bisogna restituire la somma che è stata indebitamente percepita.

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