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L’Italia può partecipare a una guerra?

L'Italia può partecipare a una guerra? Vediamo se, come e quando il nostro Paese può partecipare attivamente a un conflitto armato.

di The Wam

Marzo 2022

L’Italia può partecipare a una guerra? Se lo chiedono in molti in questi giorni, da quando si è acceso il conflitto tra Russia e Ucraina e i venti di guerra spirano forte sull’Occidente. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il nostro Paese, in accordo con gli altri dell’Ue, ha imposto sanzioni economiche alla Russia e si appresta a inviare armi alla resistenza ucraina. Di fatto basterebbero questi due aspetti per ammettere che indirettamente in guerra già ci siamo.

Quello che ci chiediamo oggi va un po’ oltre, ovvero: l’Italia può partecipare a una guerra? Nel senso, può inviare le sue truppe, i suoi arei e quindi entrare pienamente nel conflitto?

L’Italia può partecipare a una guerra: cosa accade

Sapete tutti quello che sta accadendo nel centro del nostro continente. Semplifichiamo: l’Ucraina era una volta all’interno dell’Unione Sovietica. Agli inizi degli anni ’90 è diventato uno Stato indipendente e con la successiva “rivoluzione arancione” ha fatto capire di non voler più restare sotto l’influenza di Mosca.

Negli ultimi anni ha chiesto di aderire alla Nato, come hanno già fatto Romania, Bulgaria, Polonia ed altre nazioni che erano prima nel patto di Varsavia (alleanza di stati socialisti contrapposta alla Nato). È stato questo il fattore scatenante che ha spinto Putin, a 30 anni dalla fine dell’Unione Sovietica, ad invadere l’Ucraina. L’obiettivo è quello di riportare gli ucraini all’ovile sotto la completa influenza del Cremlino.

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La risposta internazionale è stata molto dura: sanzioni economiche radicali, armi agli ucraini, tensioni crescenti tra la Russia e la Nato e venti di guerra sempre più insistenti.

In questo contesto l’Italia non può sottrarsi a un eventuale conflitto. Anzi ha l’obbligo di intervenire. E vedremo perché.

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L’Italia può partecipare a una guerra: la Costituzione

Certo, nell’articolo 11 della nostra Costituzione si legge: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione di controversie internazionali.

Ripudia la guerra, sembra dunque un netto rifiuto a prendere parte a un qualsiasi conflitto.

Ma non è esattamente così, quel “ripudia” è riferito a una guerra di conquista, uno strumento di offesa.

L’intervento militare viene ammesso quando è per difendere il Paese da attacchi stranieri. Un dato che viene chiarito nell’articolo 52 della Costituzione: la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

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L’Italia può partecipare a una guerra: la Nato

Il contesto storico è ovviamente cambiato rispetto alla seconda guerra mondiale. L’Italia fa parte della Nato e dall’Ue, organizzazioni sovranazionali alle quali abbiamo aderito. Il che significa che l’Italia da sola difficilmente potrebbe entrare in un conflitto bellico, ma sotto l’egida di queste due organizzazioni, la Nato in particolare, sì.

E la Nato è il centro della questione. La Nato è sorta nel 1949, alla fine della seconda guerra mondiale. Durante la guerra fredda è stata spesso contrapposta ai Paesi del Patto di Varsavia (Urss in testa) o di altre nazioni che in questi decenni hanno minacciato la pace mondiale (non sempre con successo o senza ambiguità).

L’Italia può partecipare a una guerra: l’articolo 5

Ora, l’articolo 5 del trattato che ha portato alla nascita della Nato stabilisce che l’attacco armato contro uno dei componenti dell’Alleanza è da considerare come un attacco nei confronti di tutti gli Stati della Nato.

Ma non solo: l’attacco in questione non deve necessariamente verificarsi sul territorio di un Paese, ma in qualsiasi luogo dell’Europa e del Mediterraneo: anche se a essere colpiti sono arei o navi.

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L’Italia può partecipare a una guerra: l’obbligo

Da questo se ne deduce, ad esempio: che se una qualsiasi nazione tenta di invadere la Polonia l’Italia ha l’obbligo di intervenire.

Ok, fin qui è chiaro. Ma l’Ucraina non fa parte della Nato. E infatti l’Occidente (quindi l’Europa e gli Stati Uniti) non sono entrati direttamente nel conflitto. Ma hanno comunque:

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Per ora la Nato si muove in difesa, ma quelle truppe ai confini sono anche un avvertimento alla Russia. O almeno: si vuole far sapere a Putin che l’Alleanza potrebbe essere pronta a intervenire.

Quindi la possibilità che l’Italia venga coinvolta in una guerra esiste, soprattutto se la situazione in Ucraina dovesse degenerare. Si tratta di una prospettiva estrema ma, al momento, non improbabile. Estrema e inevitabilmente distruttiva: sia la Nato sia la Russia hanno un potenziale nucleare devastante.

Di certo, se si supererà in qualche modo questa crisi, torneranno i tempi della guerra fredda, con il mondo diviso in blocchi pronti ad azzannarsi in ogni momento. Significa anche la fine della globalizzazione per come la conosciamo.

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