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Pensione anticipata 2023, quanto ci perdi

Pensione anticipata 2023, quanto ci perdi e perché con le attuali misure si sono ridotte le uscite dei lavoratori.

di The Wam

Aprile 2023

Pensione anticipata 2023, quanto ci perdi e perché con le attuali misure si sono ridotti i prepensionamenti. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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I dati INPS parlano chiaro: gli italiani che vanno in pensione sono molti di meno rispetto agli anni scorsi. Il calo è consistente soprattutto tra coloro che accedono alle pensioni anticipate: un 38 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Svanito l’effetto di Quota 100, le altre due misure introdotte, Quota 102 (nel 2022) e Quota 103 (2024), non hanno attratto particolarmente i lavoratori in uscita. Di Opzione donna meglio non parlarne: siamo passi dalle 4.185 lavoratrici in uscita nei primi tre mesi dello scorso anno alle 151 del 2023. Se il governo aveva l’intenzione di limitare il pensionamento anticipato delle donne, si può dire che l’obiettivo è stato raggiunto.

Potresti essere interessato a sapere per quali motivi si è ridotto il numero delle pensioni anticipate; vediamo anche dopo l’approvazione del Def cosa cambia per i cittadini; c’è infine un articolo che spiega come dovrebbero aumentare le pensioni più basse.

Pensione anticipata 2023, previsioni nei prossimi mesi

Nei prossimi mesi le stime dell’INPS prevedono un leggero aumento delle richieste di pensione anticipata. Una stima legata al numero di persone che raggiungono i requisiti minimi.

Ma il calo delle domande di prepensionamento è evidente e sicuramente non sarà invertito.

Dopo la corsa degli anni scorsi la frenata un po’ sorprende, ma fino a un certo punto. La misura principale, ancora legata alla legge Fornero, prevede questi requisiti:

Ci sono anche altre strade per uscire prima dal lavoro, vediamo quali sono e perché non sono così attrattive per i lavoratori.

Il sito invaliditaediritti.it ha analizzato la possibilità di accedere alla pensione anticipata con invalidità civile al 70 per cento.

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Pensione anticipata 2023, Quota 103

Quota 103 è l’unica misura introdotta dal governo Meloni, ha sostituito Quota 102 (64 anni e 38 di contribuzione) e impedito l’entrata in vigore di Quota 41 (41 anni di contribuzione a qualsiasi età).

Quota 103, prevede un anticipo pensionistico di ben 5 anni (62 anni invece di 67), ma un requisito contributivo che non può essere inferiore a 41 anni (raggiungibili quindi solo da “lavoratori forti”, che hanno iniziato presto a lavorare e non hanno avuto interruzioni di carriera).

Con il nuovo Patto di stabilità imposto dall’Europa, questa misura dovrebbe essere confermata anche nel prossimo anno, rimandando a chissà quando l’introduzione della costosa Quota 41 (più di 4 miliardi nel primo anno e 75 miliardi nei dieci anni successivi).

La conferma di Quota 103 per il 2024 sembra palese anche dalla lettura del Def. La decisione definitiva sarà comunque adottata in autunno.

Ma perché Quota 103 non ha attratto molti lavoratori?

Prima di tutto è simile alla misura già prevista dalla Legge Fornero (41 anni e sei mesi e 42 anni e 10 mesi di contribuzione, senza limiti di età e senza penalizzazioni). Ha poi una soglia massima per l’importo, che non può superare di 5 volte il minimo.

In pratica, basta attendere pochi mesi e meno di due anni per un trattamento più conveniente.

Pensione anticipata 2023, Quota 102

Quota 102 ha requisiti meno severi rispetto a Quota 103 e non prevede delle penalizzazioni. Si esce a 64 anni, con 38 di contribuzione. La misura è stata introdotta dal governo Draghi, in via sperimentale, per il 2022. Serviva a superare Quota 100 senza creare degli scaglioni troppo alti.

Quota 102 è ancora possibile per chi ha raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi mentre era ancora in vigore.

Questo trattamento per la pensione anticipata è stato utilizzato da molti lavoratori.

Pensione anticipata 2023, Opzione donna

Di Opzione donna abbiamo anticipato: il governo Meloni l’ha così ristretta che la misura, già penalizzante per le lavoratrici che in cambio hanno un cospicuo anticipo sull’età di uscita rinunciano fino al 30 per cento dell’assegno pensionistico, è diventata impraticabile

Ora possono accedere solo le lavoratrici che rientrano in questi requisiti:

bisogna poi rientrare in una di queste categorie:

Il governo si è reso conto che Opzione donna è stata di fatto cancellata (come vedremo conviene di più aspettare l’Ape sociale), e si era impegnato ad ammorbidire i requisiti di accesso. Ma da una prima lettura del Def non sembra che sia stato previsto un provvedimento in questa direzione. Ovvero: Opzione donna resta com’è.

Pensione anticipata 2023, precoci e altre uscite

Rimane in vigore un’altra misura per il pensionamento anticipato: quella a vantaggio dei lavoratori precoci per per gli addetti alle mansioni gravose (legge 232 del 2016) e ai lavori usuranti (decreto legislativo numero 67 del 2011).

Si ritengono lavoratori precoci quelli che a 19 anni erano già in possesso di un anno di contribuzione effettiva, potranno andare in pensione dopo aver versato 41 anni di contribuzione e a qualsiasi età.

Potrebbero essere confermate anche per il 2024, tre misure che accompagnano al pensionamento anticipata:

Pensione anticipata 2023, quanto ci perdi
Nella foto un pensionato osserva preoccupato lo schermo di un pc

Pensione anticipata 2023, prospettive 2024

La riforma del sistema pensionistico è attesa da almeno due anni. Il governo Draghi aveva già avviato il lavoro, bloccato poi per le conseguenze della guerra e della crisi energetica. L’esecutivo Meloni sembrava intenzionato a concludere la riforma nel 2023. Ma non se ne parla e non rientra nel programma.

Chi si aspettava una maggiore flessibilità in uscita dovrà aspettare ancora e i segnali non sembrano incoraggianti.

Il tema è uscito dall’agenda politica e le ultime scelte sono andate, come abbiamo visto, in direzione opposta: limitare e non aumentare le possibilità di uscita anticipata per i lavoratori.

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