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Assegno universale anziani: servono i fondi

Scopri come si può accelerare l’introduzione dell’assegno universale anziani e di cosa si tratta.

di The Wam

Settembre 2023

Assegno universale anziani non autosufficienti: servono fondi subito per dare il via a quella che è stata annunciata dal governo come una vera rivoluzione dell’assistenza. Un miliardo e 306 milioni, secondo il Patto per un nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza. Soldi da stanziare già nella prossima legge di Bilancio.

Cosa prevede l’assegno universale anziani?

L’assegno universale anziani punta a rivedere e potenziare l’assistenza per gli anziani non autosufficienti. Si tratta di di una misura considerata rivoluzionaria e necessaria (da almeno 25 anni), ma servono fondi immediati per la sua attuazione. C’è il rischio altrimenti che resti solo nell’elenco delle buone intenzioni. O, alla meglio, la sua approvazione potrebbe essere ritardata e molto meno incisiva di quella che si prospettava quando è stata presentata.

«Non si può continuare a stare fermi. È necessario agire senza indugi per iniziare a dare sollievo alle loro pressanti necessità», dichiarano le organizzazioni del Patto.

«Allo stesso tempo, la proposta serve a costruire il futuro: individua i primi passi del percorso pluriennale necessario per tradurre la riforma in pratica, che incontrerà certamente notevoli, spesso inattese, difficoltà».

Come verrà finanziata la riforma?

Il Patto per un nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza suggerisce una dotazione finanziaria di un miliardo e 306 milioni, suddivisi così:

Questo importo dovrebbe essere stanziato, come detto, nella prossima legge di Bilancio.

Quali sono i principali punti della riforma?

L’assegno universale anziani si concentra su alcuni aspetti chiave:

  1. Domiciliarità: promozione dell’assistenza domiciliare anziché in istituti.
  2. Prestazioni economiche: che sostituiranno l’attuale indennità di accompagnamento.
  3. Sostegni economici e contributivi: con il riconoscimento dei caregiver familiari.
  4. Contributi per i professionisti dell’assistenza: come le badanti e gli Oss.

Questa riforma, approvata con la legge 33 del 23 marzo 2023, ha imposto nuove norme che modificheranno l’assistenza agli anziani non autosufficienti.

In questo post sintetizziamo in 10 punti la riforma dell’assistenza per gli anziani (e non solo).

Quando diventerà operativa?

A seguito dell’approvazione della legge nel marzo 2023, il governo ha fino a gennaio 2024, solo pochi mesi, per adottare i decreti legislativi necessari. Questi decreti renderanno operativi i criteri inseriti nel testo della legge.

Quanti saranno interessati dall’assegno universale anziani?

L’assegno universale anziani riguarderà una vasta fetta della popolazione italiana, oltre 10 milioni di cittadini. Questa riforma, di natura potenzialmente “rivoluzionaria”, richiederà notevoli investimenti. Pertanto, l’attuazione dei decreti dipenderà dalle risorse di bilancio disponibili.

La proposta del Patto per il Nuovo Welfare

Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza suggerisce l’uso, come abbiamo accennato, della prossima Legge di Bilancio per dare il via alla riforma. Con una assistenza migliore e più risorse, gli anziani non autosufficienti avranno finalmente la cura e il supporto di cui hanno bisogno.

Quanto ci costa questa rivoluzione?

Il Patto, che rappresenta molte delle organizzazioni impegnate nell’assistenza agli anziani, ha fatto i conti. Per iniziare la riforma dell‘assistenza agli anziani non autosufficienti, servirà uno stanziamento immediato non irrilevante. Questi soldi aiuteranno a realizzare interventi nei principali settori: assistenza domiciliare, servizi residenziali e trasferimenti economici.

Dove andranno i finanziamenti?

In sintesi, l’assegno universale anziani non è solo un beneficio economico, ma un’opportunità per una vita migliore per gli anziani del nostro Paese.

Vediamo ora nel dettaglio cos’è e cosa prevede la normativa.

Cos’è l’assegno universale anziani

L’assegno universale anziani assorbe tutte le agevolazioni esistenti per gli anziani non autosufficienti, inclusa l’indennità di accompagnamento. Basato sull’assegno universale per i figli, il suo valore varierà in base al bisogno specifico del beneficiario. Si potrà ricevere come contributo economico o come servizi diretti alla persona.

Quando entra in vigore l’assegno universale?

Nonostante la Legge che istituisce questo assegno sia stata attivata il 31 marzo 2023, bisognerà attendere fino al 2024 per vedere l’assegno effettivamente in azione. Questo significa che a partire da marzo 2024, gli anziani non autosufficienti potrebbero beneficiare di questo assegno.

A chi spetta l’assegno universale anziani

Il nuovo assegno unico universale è destinato agli anziani che non sono autosufficienti, sia totalmente che parzialmente, come stabilito dalla Legge 104 del 1992. Coloro che non possono svolgere le funzioni essenziali della vita da soli, come camminare, lavarsi o mangiare, sono considerati non autosufficienti. Per ottenerlo, bisognerà presentare una domanda all’INPS.

Come funziona l’assegno universale anziani

Il premier Giorgia Meloni ha chiarito che l’importo dell’assegno universale dipenderà dal grado di non autosufficienza. L’anziano o i suoi familiari avranno due opzioni:

  1. Ricevere un contributo economico mensile.
  2. Avere servizi alla persona gratuitamente.

Dettagli specifici saranno forniti in un Decreto futuro.

A quanto ammonta l’assegno universale anziani

L’importo è variabile, ma non sarà inferiore alle prestazioni attuali. Un fondo specifico è stato creato per finanziare questo assegno, alimentato dai risparmi in spesa sanitaria.

Come richiedere l’assegno universale anziani

Al momento, non sono state fornite le modalità specifiche per richiedere questo assegno a partire dal 2024. Tuttavia, è probabile che l’INPS gestirà la misura.

Assegno universale anziani: servono i fondi
Nella foto una donna anziana stringe le mani alla sua caregiver.

FAQ (Domande e risposte)

Cos’è l’assegno universale anziani?

L’assegno universale anziani è una prestazione unica destinata agli anziani non autosufficienti. Questa prestazione è progettata per assorbire tutte le agevolazioni attualmente previste per questa categoria, tra cui l’indennità di accompagnamento. L’assegno varierà in base al bisogno assistenziale specifico del beneficiario e potrà essere erogato sia come contributo economico che sotto forma di servizi alla persona.

Quando entra in vigore l’assegno universale?

L’assegno universale anziani dovrebbe entrare in vigore non prima di marzo 2024. La legge che lo disciplina è entrata in vigore il 31 marzo 2023. Il decreto istitutivo dell’assegno dovrebbe essere emanato entro il 1° marzo 2024.

Quanto ammonta l’assegno universale anziani?

L’importo dell’assegno universale per gli anziani non autosufficienti è variabile. Nonostante non siano stati definiti limiti massimi o minimi, è stato specificato che l’ammontare non sarà inferiore alle prestazioni attualmente percepite dal beneficiario. In alcuni casi, l’ammontare può variare da 527 euro a cifre come 750, 850, 1200 o 1500 euro mensili, in base al fabbisogno assistenziale dell’anziano.

Come funziona l’assegno universale anziani?

L’assegno sarà di importo variabile in base al grado di non autosufficienza dell’anziano, come stabilito dalla normativa vigente. Il beneficiario o i suoi familiari avranno la scelta di ricevere un contributo economico o l’erogazione di specifici servizi alla persona. Questo assegno andrà a sostituire e assorbire prestazioni come l’indennità di accompagnamento e altre prestazioni assistenziali.

A chi spetta l’assegno universale anziani?

L’assegno spetta agli anziani che non sono autosufficienti, parzialmente o totalmente, in base ai criteri della Legge 104 del 1992. Ciò include persone che necessitano di aiuto per svolgere attività essenziali della vita quotidiana come deambulare, lavarsi, vestirsi o alimentarsi.

Perché è rivoluzionario l’assegno universale anziani?

L’assegno universale anziani è considerato rivoluzionario perché rappresenta un cambiamento significativo nella modalità di assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Questa nuova prestazione mira a centralizzare e semplificare le diverse agevolazioni attualmente disponibili, fornendo un’assistenza più mirata e personalizzata in base alle esigenze individuali. Il fatto che coinvolga oltre 10 milioni di persone e necessiti di un finanziamento significativo sottolinea l’importanza e la portata di questa riforma.

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