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Quante ferie per badanti nel 2023: esempi

Ferie per badanti e colf nel 2023: quante ore spettano? Il lavoratore può rinunciarvi? Ne parliamo in questo articolo, dando un'occhiata agli aumenti di stipendio.

di Carmine Roca

Maggio 2023

Ferie per badanti e colf nel 2023: quante ne spettano? Ne parliamo in questo articolo (leggi su Telegram tutte le news sul lavoro domestico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Ferie per badanti e colf nel 2023: quante ne spettano?

Si avvicina il periodo delle ferie estive, anche per il personale domestico. Come tutti i lavoratori dipendenti, badanti e colf hanno diritto a un periodo di ferie annuali.

A disciplinare le ferie per badanti e colf nel 2023 è l’articolo 17 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Fidaldo-Domina).

Per ogni anno di lavoro, il personale domestico ha diritto a 26 giorni di ferie, se la settimana lavorativa è basata sui 6 giorni di lavoro, dal lunedì al sabato.

La situazione cambia se colf e badanti lavorano con una retribuzione oraria. In questo caso è necessario considerare il numero di ore lavorate in un mese e dividerle per 26. Avremo così il numero delle ore equivalenti a un giorno di ferie.

Scopri la pagina dedicata al mondo delle badanti per conoscere altri diritti e agevolazioni.

Per fare un esempio, prendiamo un lavoratore domestico impiegato per 16 ore settimanali. Moltiplicando le sue ore di lavoro per le settimane presenti in un mese (4,333), avremo il numero di ore lavorate in un mese: 69.

Per calcolare il numero di ore equivalenti a un giorno di ferie, è necessario dividere 69 per 26 giorni: 2,65, circa 2 giorni e mezzo di ferie al mese.

Scopri la pagina dedicata al mondo delle colf per conoscere diritti e agevolazioni.

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Ferie per badanti e colf nel 2023: il lavoratore può rinunciarvi?

Abbiamo visto quanti giorni di ferie per badanti e colf nel 2023 spettano per legge, sia per il personale domestico che presta servizio con paga oraria, sia per chi svolge l’intera settimana lavorativa.

Mentre è in ferie, il lavoratore domestico percepirà la retribuzione normale, senza decurtazioni, comprensiva dell’indennità sostitutiva per il vitto e per l’alloggio, nel caso in cui conviva con la persona assistita.

Come detto in apertura, le ferie sono un diritto e non possono essere negate, né il lavoratore può rinunciarvi.

L’unica eccezione alla rinuncia riguarda il lavoratore straniero: previo accordo con il datore di lavoro, questi può cumulare le ferie non godute fino a un massimo di 2 anni, per consentire un eventuale ritorno nel Paese di origine.

Il periodo di ferie non può essere frazionato in più di due periodi in un anno e devono essere godute per almeno 2 settimane nell’anno in cui maturano. Le altre 2 settimane vanno sfruttate entro i 18 mesi successivi all’anno in cui sono maturate. Anche in questo caso, l’eccezione riguarda i lavoratori domestici di cittadinanza non italiana.

In ogni caso è opportuno concordare il periodo di assenza con il proprio datore di lavoro, evitando problematiche di qualsiasi tipo.

Le ferie non possono essere godute se il lavoratore domestico è destinatario di preavviso di licenziamento o nel corso di periodi di malattia o infortunio.

Ferie per badanti e colf nel 2023
Ferie per badanti e colf nel 2023: in foto due colf al lavoro.

Ferie per badanti e colf nel 2023: aumento retribuzioni

Dal 1° gennaio 2023, le retribuzioni dei lavoratori domestici sono aumentate del 9,2% (pari all’80% dell’ultima inflazione), mentre l’indennità di vitto e alloggio è aumentata dell’11,5% (pari al 100% dell’inflazione 2022), come previsto dal CCNL.

Hanno ricevuto l’aumento di stipendio, i lavoratori domestici assunti e inquadrati sotto il CCNL di settore e chi percepisce il minimo retributivo.

Non gode dell’aumento il lavoratore domestico che percepiva, prima del 1° gennaio 2023, uno stipendio superiore al minimo per la categoria di riferimento.

Sono esclusi dagli aumenti anche i lavoratori domestici che svolgono una prestazione occasionale o che vengono pagati con il Libretto di Famiglia.

Volendo fare un esempio, un lavoratore domestico non convivente (Categoria C Super), con un contratto di 30 ore a settimana, ha ricevuto un aumento dell’importo minimo orario da 7,13 euro a 7,69 euro, per un incremento dello stipendio mensile di oltre 85 euro (da 926,90 euro a 1.012,70 euro).

Invece, una badante convivente a pieno servizio (C Super) ha ottenuto un aumento di stipendio mensile di circa 94 euro, passando da 1.026,34 euro a 1.120,76 euro.

Mentre una baby-sitter (Categoria B Super) con un contratto di lavoro fino a 40 ore settimanali (tempo pieno) ha meritato un aumento di 115 euro al mese, passando da 1.234 euro a quasi 1.350 euro.

Essendo aumentati anche i costi per le famiglie “costrette” a ricorrere ai servizi di colf, badanti e baby-sitter, il Decreto Lavoro appena approvato dal Consiglio dei ministri, consentirà ai datori di lavoro di dedurre fino a 3.000 euro di costi per i contributi versati al personale domestico, rispetto ai precedenti 1.549,37 euro.

Raddoppiati (o quasi) gli sgravi fiscali per le famiglie che assumeranno addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare.

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