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Bonus colf e badanti 2024: come fare domanda

Come fare domanda per il Bonus per colf e badanti? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Aprile 2024

In questo articolo scopriremo come fare domanda per il Bonus per colf e badanti nel 2024 (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il Bonus per colf e badanti

A partire dal 1° luglio 2021 Cassacolf offre ai datori di lavoro domestico, se assistono anziani non autosufficienti, un supporto finanziario significativo: il bonus colf e badanti. Questo bonus rappresenta un rimborso economico fornito da Cassacolf, destinato esclusivamente al pagamento dello stipendio e/o dei contributi di colf o badanti impiegate. L’obiettivo è quello di fornire un aiuto concreto agli anziani non autosufficienti, alleggerendo le spese per l’assistenza domestica.

Cassacolf è un’istituzione prevista dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico, finalizzata a offrire prestazioni e servizi ai lavoratori domestici e ai loro datori di lavoro. L’iscrizione a Cassacolf è obbligatoria per i datori di lavoro domestici e avviene automaticamente con il versamento dei contributi. Questo sistema di contribuzione è separato da quello INPS e mira a fornire specifiche coperture assicurative e prestazioni assistenziali ai lavoratori domestici.

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A chi spetta il Bonus per colf e badanti?

Il diritto a richiedere il Bonus per colf e badanti è riservato esclusivamente a coloro che impiegano una colf o una badante, con un regolare contratto. Per essere idoneo, il datore di lavoro deve essere non autosufficiente permanente, con una condizione patologica certificata, ed essere iscritto a Cassacolf.

Per poter fare richiesta del bonus, è necessario:

  1. Essere iscritti a Cassacolf e aver versato almeno un anno di contributi previdenziali in modo continuativo.
  2. Possedere una certificazione medica che attesti una non autosufficienza permanente.
  3. Non aver compiuto 67 anni al momento dell’iscrizione a Cassacolf.

Per accedere al bonus è fondamentale che il datore di lavoro sia in uno stato di non autosufficienza permanente, ovvero incapace di compiere autonomamente le azioni quotidiane di base. La valutazione medica di tale condizione si basa su un sistema di punteggio che, raggiungendo almeno 40 punti, conferma lo stato di invalidità permanente necessario per l’ottenimento del contributo.

Quali sono gli importi del Bonus per colf e badanti?

Il Bonus per colf e badanti consiste in un contributo mensile di 300 euro, per un totale di 3600 euro all’anno, non rinnovabile. Questa somma viene erogata per sostenere i datori di lavoro non autosufficienti nel pagamento delle spese relative al personale domestico.

Cassacolf ha introdotto un ulteriore sostegno finanziario che consistente in un’indennità una tantum di 300 euro. Questo contributo è pensato per assistere le famiglie nell’assunzione di un sostituto temporaneo quando la colf o la badante si trovano in maternità, a condizione che il datore di lavoro sia regolarmente iscritto e abbia versato i contributi a Cassacolf.

Come fare domanda per il Bonus per colf e badanti

Per presentare la domanda e accedere al Bonus Colf e badanti è necessario compilare un modulo specifico disponibile sul sito di Cassacolf.

Questo modulo deve essere compilato con i dati anagrafici e le informazioni relative al rapporto di lavoro, oltre a un questionario medico attestante la non autosufficienza permanente del richiedente.

Dopo la presentazione, Cassacolf valuterà la domanda entro 60 giorni e, in caso di esito positivo, il bonus sarà erogato a partire dal mese successivo.

Come-fare-domanda-per-il-bonus-per-colf-e-badanti-sito
Il sito ufficiale di Cassacolf.

Come funzionano i Bonus per i caregiver familiari

Oltre al Bonus per colf e badanti, cioè per i lavoratori che si occupano di assistere un disabile, il 2024 riserva novità anche per i caregiver familiari.

Il Decreto Anziani, formalmente identificato come d.lgs. n. 29 del 15 marzo 2024, rappresenta una pietra miliare nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e nel riconoscimento del ruolo cruciale svolto dai caregiver familiari.

Questo decreto legislativo è volto a valorizzare il ruolo dei caregiver familiari, che sono tipicamente membri prossimi della famiglia impegnati a lungo nella cura dei propri cari, a volte a scapito delle proprie carriere e vite personali.

La denominazione “caregiver” è infatti spesso confusa con quella di una badante retribuita, ma si riferisce specificamente ai familiari che assistono un parente anziano o disabile senza percepire un compenso. Al contrario, le badanti sono lavoratrici remunerate per i loro servizi.

Dal punto di vista giuridico, la figura del caregiver familiare non aveva finora ricevuto un pieno riconoscimento legale. Il Decreto Anziani costituisce un passo avanto significativo in questa direzione, sebbene non introduca nuovi Bonus per i caregiver familiari nel senso stretto del termine. Piuttosto, il decreto si concentra sull’offrire una definizione giuridica e protezione a questi individui, piuttosto che su nuovi sussidi economici.

FAQ su caregiver e badanti

Quali sono le soluzioni per il prepensionamento dei caregiver?

Attualmente sono tre le possibilità a disposizione di chi presta assistenza al coniuge o a un familiare con disabilità grave:

Cos’è l’Ape Sociale per i caregiver?

L’Ape Sociale è lo scivolo pensionistico che accompagna il lavoratore all’età per la pensione di vecchiaia (67 anni, fino al 31 dicembre 2024).

Con 63 anni di età (dal 2024 occorrerà aver compiuto 63 anni e 5 mesi)e un’anzianità contributiva minima di 30 anni, il prepensionamento è accessibile ai caregiver, che da almeno 6 mesi al momento della domanda, assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità grave (Legge 104, articolo 3, comma 3).

La prestazione spetta in egual modo anche a coloro che prestano assistenza a familiari affini di secondo grado conviventi, se i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave hanno compiuto 70 anni o sono affetti da patologie invalidanti, oppure sono mancanti o deceduti.

Quanto costa una badante per persona non autosufficiente?

Il compenso di una badante per una persona non autosufficiente può variare in base a diversi fattori, come la regione in cui si svolge il lavoro, le competenze richieste e l’esperienza della badante stessa. In generale, il salario medio di una badante può essere compreso tra i 900 e i 1.500 euro al mese. Tuttavia, è importante considerare che ogni situazione è unica e i costi possono variare. Ad esempio, se la badante lavora a tempo pieno o part-time, se le sono richieste competenze specializzate o se deve svolgere mansioni domestiche aggiuntive.

Quanto costa una badante h24 al mese?

Il costo di una badante h24 al mese può variare in base a diversi fattori come la regione in cui si vive, le competenze richieste, l’esperienza della badante e le eventuali esigenze particolari del paziente. Ad esempio, una badante h24 potrebbe costare tra i 1500 e i 3000 euro al mese, ma è importante tenere presente che questi sono solo esempi e i prezzi effettivi potrebbero variare.

Quanto costano i contributi per una badante h24?

contributi per una badante h24 dipendono da vari fattori, come la regione in cui si vive, l’esperienza della badante e le condizioni contrattuali. Generalmente, i costi possono variare da un minimo di circa 1.500 euro al mese fino a 2.500 euro o più.

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