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Invalidità civile: agevolazioni per il lavoro

Invalidità civile e agevolazioni per il lavoro: ecco l’elenco completo delle agevolazioni che spettano ai lavoratori disabili.

di Romina Cardia

Febbraio 2024

Parliamo di invalidità civile e agevolazioni per il lavoro (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Invalidità civile e agevolazioni per il lavoro: l’elenco completo delle agevolazioni

Prima di parlare in modo dettagliato di invalidità civile e agevolazioni per il lavoro, ti mostriamo una tabella che riassume tutti i benefici per i lavoratori con disabilità:

AGEVOLAZIONI LAVORATIVEA CHI SPETTANO
Collocamento mirato   Invalidità civile al 46%
Congedo per cure         Invalidità civile superiore al 50%
Permessi retribuitiLavoratore dipendente che assiste disabile grave e lavoratore con disabilità grave (Legge 104 art 3 comma 3)
Congedo di due anni retribuitoLavoratore dipendente che assiste disabile grave (Legge 104 art 3 comma 3)
Scelta della sede di lavoro, rifiuto trasferimento ed esonero lavoro notturnoLavoratore dipendente che assiste disabile grave o lavoratore disabile grave (Legge 104 art 3 comma 3)
Congedi per eventi e cause particolariMassimo 3 giorni di permesso all’anno retribuiti ai lavoratori per eventi di grave malattia o morte, anche ai disabili.
Congedo non retribuito per gravi motivi personali e/o familiari  Massimo due anni di assenza dal lavoro, non retribuita, ai lavoratori con problemi di salute o che hanno familiari malati, anche le persone disabili.
Diritto al part timeI lavoratori con malattie come il cancro, che li rendono meno capaci di lavorare, possono chiedere di passare da un lavoro a tempo pieno a uno a tempo parziale.
Due mesi contributi figurativi per ogni anno di lavoro e APE Sociale                               Invalidità civile al 74% (per entrambe le agevolazioni) e caregiver (per APE sociale)
Invalidità civile e agevolazioni per il lavoro: la tabella con tutte le agevolazioni

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Invalidità civile e agevolazioni per il lavoro

Collocamento mirato

La prima agevolazione lavorativa per le persone invalide civili è il collocamento mirato, che è disponibile per coloro con una percentuale di invalidità civile pari o superiore al 46%.

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Questo programma offre strumenti e supporto per valutare le capacità lavorative dei disabili e inserirli nel lavoro più adatto alle loro condizioni di salute e capacità, considerando anche apprendimento, abilità professionali, relazionali e formazione lavorativa.

Chiunque abbia una disabilità pari o superiore al 46% (o invalidità INAIL superiore al 33%) e un’età compresa tra i 18 e i 67 anni può usufruire del collocamento mirato, senza necessariamente essere cittadini italiani.

I datori di lavoro pubblici o privati con un certo numero di dipendenti hanno l’obbligo di assumere una certa percentuale di lavoratori disabili, che varia in base al numero totale di dipendenti dell’azienda.

Per essere considerati nelle quote di riserva, i lavoratori disabili devono iscriversi alle categorie protette e alle liste presso i Centri per l’impiego del comune di residenza. Se un lavoratore diventa disabile mentre è già impiegato, con una percentuale di invalidità uguale o superiore al 60% (o invalidità INAIL superiore al 33%), può essere confermato nell’azienda attuale con una mansione compatibile con le sue capacità e diagnosi funzionale.

Come ci si iscrive al collocamento mirato

La lista di collocamento mirato è un elenco pubblico con i nominativi delle persone disabili e appartenenti alle categorie protette ordinate secondo una graduatoria, dalla quale vengono scelte le persone per le assunzioni obbligatorie.

In particolare, per iscriversi alla lista collocamento mirato delle categorie protette e accedere ai relativi servizi è necessario:

Qual è la percentuale di lavoratori disabili da assumere per legge? Vediamo insieme come funziona il collocamento obbligatorio e i doveri del datore di lavoro.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Xtlef3vqpCI?si=MfXSSzUDXUq4Uuij&w=560&h=315]
Cos’è la a quota di riserva

La quota di riserva prevede che un numero di posti previsti da un’azienda pubblica o privata venga riservato agli appartenenti delle categorie protette.

Inoltre, nei concorsi pubblici, la quota può essere riconosciuta al momento di approvazione della graduatoria anche se il disabile, qualora privo dello stato di disoccupazione, fosse in possesso di tale condizione al momento della presentazione della domanda.

Scopri quali sono i requisiti per la riserva di posti nel pubblico impiego alle persone con disabilità iscritte alle liste di collocamento mirato.

Congedo per cure

Il lavoratore dipendente, sia nel settore pubblico che privato, con un’invalidità civile oltre il 50%, può ottenere un congedo retribuito fino a 30 giorni all’anno per ricevere cure mediche legate alla sua disabilità.

Questo congedo può essere suddiviso nel corso dell’anno e è a carico del datore di lavoro.

Per richiederlo, il lavoratore deve presentare al datore di lavoro una domanda insieme alla copia del verbale di invalidità che attesta la sua percentuale e la prescrizione medica. Al termine delle cure, è necessario fornire al datore di lavoro una certificazione medica.

Scopri se il congedo per cure usufruito a ore è possibile.

Permessi retribuiti

I lavoratori dipendenti possono prendersi fino a tre giorni di permessi retribuiti al mese, frazionabili anche a ore, (due ore al giorno) per se stessi o per assistere un familiare con grave handicap, come stabilito dalla Legge 104/1992, articolo 3, comma 3.

Se si tratta di permessi per assistere un figlio disabile, dopo che il figlio con disabilità grave compie tre anni, i genitori hanno diritto a tre giorni di permesso al mese, pagati.

Scopri come funziona la Legge 104 per lavoratori part time: quanti giorni o ore di permesso spettano, come funziona per il part time verticale e come richiederla.

Congedo straordinario, scelta della sede di lavoro, rifiuto del trasferimento e del lavoro notturno

Il congedo retribuito di due anni è garantito al lavoratore che assiste un familiare con un grave handicap, e può essere usufruito anche in modo frazionato.

Questo beneficio è esteso al coniuge, ai genitori, ai figli, ai fratelli e sorelle conviventi, nonché ad altri parenti o affini fino al terzo grado che convivano con la persona disabile.

Tanto il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave quanto il lavoratore disabile stesso hanno il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, quando possibile.

È necessario possedere un certificato di disabilità con indicazione di gravità per usufruire di questo diritto: il verbale di invalidità civile non è sufficiente.

Inoltre, né il lavoratore disabile né il familiare che lo assiste possono essere trasferiti presso un’altra sede lavorativa senza il loro consenso.

Anche in questo caso, è richiesto il certificato di disabilità con indicazione di gravità per godere di questa agevolazione.

Infine, chiunque abbia un familiare con una disabilità grave può essere esonerato dal lavoro notturno.

Ecco in quali casi è previsto il riconoscimento della Legge 104 art 3 comma e accompagnamento e a cosa si ha diritto.

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Congedi per eventi e cause particolari

I lavoratori dipendenti hanno diritto a un permesso retribuito di tre giorni all’anno, a carico del datore di lavoro, in caso di morte o grave malattia del coniuge, di un parente fino al secondo grado o di un membro della famiglia anagrafica.

La documentazione richiesta varia a seconda dell’evento: certificato di morte o idonea certificazione medica per infermità grave, ricovero o intervento chirurgico.

È necessario utilizzare il permesso entro 7 giorni dall’evento o dalla necessità di interventi terapeutici, comunicando preventivamente in caso di grave infermità e presentando i certificati entro 5 giorni dal ritorno al lavoro.

Se c’è una grave infermità, datore di lavoro e lavoratore possono concordare per iscritto una diversa modalità di lavoro, con una riduzione di orario per almeno tre giorni lavorativi. Questi giorni di permesso possono essere cumulati con quelli previsti dalla Legge 104/92.

La Legge 104 spetta ai bambini con quali patologie? Qual è l’iter da seguire per richiedere la 104 e a cosa si ha diritto? Rispondiamo in questo approfondimento.

Congedo non retribuito per gravi motivi personali e/o familiari

Il congedo non retribuito permette ai lavoratori dipendenti di prendersi fino a due anni di pausa dal lavoro, che può essere usata in un’unica soluzione o divisa in periodi più brevi.

Questo congedo può essere richiesto per motivi legati alla famiglia (come il decesso di un familiare o l’assistenza a parenti disabili) o a situazioni personali di grave disagio, escludendo la malattia del dipendente stesso.

Le patologie dei familiari che richiedono assistenza speciale rientrano nei motivi per cui si può richiedere il congedo.

Durante questo periodo, il dipendente non riceve stipendio e non accumula giorni di ferie, tredicesima o Tfr.

Tuttavia, è possibile contribuire volontariamente al sistema previdenziale per coprire il periodo di congedo. Inoltre, il posto di lavoro è garantito durante il congedo.

Questo tipo di congedo viene utilizzato quando non è possibile usufruire del congedo biennale straordinario, che è invece retribuito.

Se il congedo non retribuito viene utilizzato prima del congedo straordinario per la stessa persona, il periodo di congedo non retribuito verrà sottratto dai due anni previsti per il congedo straordinario.

Legge 104 e rinnovo obbligatorio. In alcuni casi, i benefici legati al riconoscimento della Legge 104 potrebbero essere soggetti a revisione o rinnovo obbligatori. Vediamo quali sono i tempi e le procedure da seguire per ottemperare a tali obblighi.

Diritto al part time

I lavoratori con malattie che li rendono meno capaci di lavorare, come ad esempio le malattie oncologiche, possono chiedere di passare da un lavoro a tempo pieno a uno a tempo parziale.

Questo è possibile se l’ASL ha confermato la ridotta capacità lavorativa a causa della malattia.

Questo diritto è garantito sia ai dipendenti del settore pubblico che a quelli del settore privato.

Inoltre, se la malattia è grave e cronica e causa ulteriori problemi di salute, come quelli derivanti dalle terapie salvavita, i lavoratori hanno anche il diritto di tornare al lavoro a tempo pieno su loro richiesta.

News sulla Legge 104: arrivano due decreti che modificano, in maniera sperimentale per il 2025, le procedure di valutazione e di sostegno per progetti di vita individuali e condivisi. Ecco di cosa si tratta.

invalidità civile e agevolazioni per il lavoro
Invalidità civile e agevolazioni per il lavoro. Nella foto: un lavoratore invalido.

Agevolazioni per la pensione

Se sei riconosciuto invalido civile al 74% o più, oppure hai una sordità riconosciuta, puoi ottenere due mesi di contributi aggiuntivi per ogni anno di lavoro per la pensione, fino a un massimo di cinque anni.

Se sei un lavoratore disabile con un’invalidità civile di almeno il 74%, oppure sei un caregiver per parenti disabili da almeno sei mesi, e soddisfi determinati requisiti anagrafici e contributivi, potresti avere accesso all’Ape Sociale, un sostegno economico fino al momento del pensionamento.

FAQ su invalidità civile e agevolazioni per il lavoro

Quali sono le categorie protette definite nell’articolo 1?

L’articolo 1 stabilisce una serie di categorie protette, che includono persone con disabilità, vittime di discriminazione, lavoratori con malattie croniche o invalidità, ex detenuti e molti altri. L’obiettivo principale è assicurare che queste persone abbiano pari opportunità di accesso al lavoro e siano tutelate da eventuali discriminazioni.

Cosa dice l’articolo 18 sulle categorie protette?

L’articolo 18 della legge italiana riguarda la tutela dei lavoratori e prevede specifiche garanzie per le categorie protette. In particolare, questo articolo sancisce che i datori di lavoro non possono licenziare un lavoratore protetto senza una giusta causa, offrendo così una maggiore sicurezza occupazionale a queste persone.

Quali sono gli svantaggi delle categorie protette?

Gli svantaggi delle categorie protette possono riguardare la percezione negativa da parte di alcuni datori di lavoro, che potrebbero essere riluttanti ad assumere persone con determinate caratteristiche personali o di salute. Questa situazione può portare a una maggiore difficoltà nel trovare lavoro per le persone appartenenti a queste categorie. Tuttavia, è importante sottolineare che gli svantaggi sono superabili e che esistono normative e programmi volti a favorire l’occupazione di queste persone e a garantire la loro piena integrazione nella società lavorativa.

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