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Legge 104 e handicap

Tutto quello che devi sapere sulla Legge 104 e handicap: a chi spetta, come viene valutato l’handicap, quali sono le agevolazioni a cui si ha diritto se viene riconosciuto.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo ampio approfondimento parliamo di Legge 104 e handicap (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cos’è la Legge 104 e handicap

La Legge 104 e handicap, emanata nel febbraio 1992, è una legge quadro che stabilisce principi fondamentali riguardanti i diritti, l’integrazione sociale e l’assistenza delle persone con disabilità (art.2 Legge n.104/1992).

Questa legge è stata introdotta per garantire un adeguato sostegno sia alle persone disabili che alle loro famiglie, spesso responsabili della loro cura.

La normativa rappresenta una risposta del legislatore per assicurare un supporto adeguato in ambito sociale e assistenziale.

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Quai sono gli obiettivi della Legge 104 e handicap

La legge 104 ha chiari obiettivi, come stabilito nell’articolo 1. Essa si impegna a proteggere la dignità e i diritti delle persone disabili in vari contesti sociali come famiglia, scuola, lavoro e società.

Inoltre, mira a prevenire e rimuovere situazioni che limitano l’autonomia e i diritti civili, politici e patrimoniali dei disabili.

La legge cerca anche di favorire il recupero completo della persona attraverso servizi e supporti, anche di natura giuridica ed economica, e adotta interventi per contrastare l’emarginazione delle persone disabili.

Questa normativa promuove l’integrazione in tutti gli aspetti della società, inclusi famiglia, lavoro, trasporti, infrastrutture, salute, sport, istruzione e ricerca scolastica e universitaria.

Vediamo cosa prevede la Legge 104 in breve: una guida semplice e veloce che spiega struttura e obbiettivi della legge quadro sulla disabilità.

Chi può beneficiare della Legge 104 e handicap

La legge è pensata principalmente per le persone con disabilità, e l’articolo 3 definisce chi è considerato una persona handicappata.

Questa definizione include coloro che hanno una limitazione fisica, psichica o sensoriale, che può essere stabile o in progressione.

Questa limitazione deve causare difficoltà nell’apprendimento, nelle relazioni o nell’integrazione lavorativa, portando a uno svantaggio sociale o emarginazione.

La Legge 104, oltre a fornire misure e agevolazioni per i disabili, tiene conto anche di altre persone.

Se c’è una grave disabilità, i genitori, il coniuge, i partner in unione civile e i parenti entro certi gradi possono beneficiare delle misure previste dalla legge.

Ecco a quali parenti spetta la Legge 104 per quanto riguarda soprattutto i permessi retribuiti e il congedo straordinario, ma anche per tutte le altre agevolazioni lavorative e fiscali previste con la Legge 104.

Quali sono i requisiti per accedervi

Per beneficiare delle misure di sostegno previste dalla legge, è essenziale il riconoscimento di un handicap, inteso non solo come patologia, ma anche considerando le effettive difficoltà sociali, lavorative e relazionali che comporta.

Ogni agevolazione, a causa della diversità delle misure, potrebbe richiedere condizioni specifiche oltre al riconoscimento dell’handicap.

Va menzionata la “situazione di gravità” definita nell’articolo 3, comma 3, della legge, la quale si verifica quando la minorazione, singola o multipla, limita l’autonomia personale in modo che sia necessario un intervento assistenziale permanente e globale.

Le situazioni riconosciute come gravi hanno priorità nei programmi e interventi dei servizi pubblici, diventando un requisito chiave per alcune agevolazioni.

Infine, la legge si applica a tutti i residenti domiciliati o stabilmente dimorati in Italia, inclusi stranieri o apolidi.

Legge 104, la differenza tra comma 1 e 3 dell’articolo 3: cosa cambia per la persona con disabilità tra un comma e l’altro della Legge 104.

Come richiedere la Legge 104 e handicap

Come abbiamo detto, la Legge 104 offre protezioni e diritti che sono determinati attraverso la valutazione delle limitazioni.

Questa valutazione è condotta da commissioni mediche presso le locali ASL, con la partecipazione di un operatore sociale e un esperto medico.

Il processo inizia con il medico di base, anche noto come medico curante o di famiglia, che prepara un certificato medico introduttivo utilizzando un modello designato (Modello SS3).

Questo certificato attesta la disabilità del richiedente, elencando le patologie rilevanti. Il documento viene successivamente inviato all’INPS tramite il portale www.inps.it.

Il passo successivo coinvolge la presentazione della domanda per la “certificazione dell’handicap”, un prerequisito per ottenere i benefici della Legge 104.

La domanda deve essere presentata telematicamente tramite il portale INPS o il Contact Center al numero 803164 per chiamate da rete fissa o al numero 06164164 per chiamate da rete mobile.

Dopo la presentazione della domanda, il richiedente sarà convocato per una visita entro i successivi 30 giorni (o 15 giorni per patologie oncologiche) tramite raccomandata a/r.

La visita si svolgerà davanti alla Commissione medica dell’ASL, e il richiedente dovrà portare con sé un documento di identità.

Legge 104 e visita a domicilio: vediamo se anche per il riconoscimento della Legge 104, in presenza di determinate condizioni è possibile richiedere la visita a domicilio.

Cosa succede al termine della valutazione

Dopo la visita medica e l’esame dei documenti, la Commissione decide se riconoscere lo stato di disabilità.

Questo riconoscimento può essere definitivo, se la condizione è irreversibile, o soggetto a revisione in futuro.

Al termine della visita, la Commissione emette un verbale che viene inviato al richiedente. In caso di diniego, il richiedente può presentare ricorso Legge 104.

Secondo il decreto legislativo n.324/1993, la Commissione medica deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.

Se non si pronuncia entro i primi 45 giorni, nei casi di richiesta di riconoscimento dell’handicap per ottenere agevolazioni, gli accertamenti sono effettuati provvisoriamente da un medico specialista.

Questo accertamento provvisorio ha validità fino all’emissione dell’accertamento definitivo da parte della Commissione.

Se la Commissione non si pronuncia entro 90 giorni, il certificato inviato dal medico curante perde efficacia.

Certificazione provvisoria 104, vediamo come funziona e come deve essere utilizzata per avere i benefici concessi prima che il verbale sia stato approvato o in attesa della revisione quando il verbale è scaduto. Sia per i permessi 104, sia per i congedi retribuiti.

Agevolazioni Legge 104 e handicap

La Legge 104 prevede diverse agevolazioni per le persone con disabilità, concentrandosi su vari aspetti cruciali. La normativa fornita dal legislatore stabilisce le seguenti linee guida:

I beneficiari della Legge 104 possono godere di detrazioni fiscali del 19% e applicazione dell’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di supporti tecnici e informatici, come modem, computer, telefonia, apparecchiature di domotica e mezzi utili per migliorare la vita del disabile. Specifiche agevolazioni riguardano anche le spese mediche e l’acquisto di veicoli.

Legge 104 e modello 730: le persone disabili e i loro familiari possono portare in detrazione numerose spese agevolate. Vediamo quali sono tutte le agevolazioni per disabili e come inserirle nel modello 730.

 I permessi retribuiti

I permessi retribuiti previsti dall’art. 33, comma 3 della Legge 104 rappresentano una menzione speciale.

Questi permessi consentono a determinati soggetti di astenersi dal lavoro, ricevendo una retribuzione basata su quella effettivamente corrisposta e coperta anche ai fini pensionistici.

Con l’entrata in vigore del D.lgs. n. 105/2022 ad agosto 2022, che implementa la Direttiva Europea 2019/1158, sono state introdotte modifiche all’art. 33.

L’agevolazione è ora riconosciuta a disabili in situazione di gravità e ai loro familiari, estendendosi a coniugi, genitori, parenti o affini fino al terzo grado, in determinate circostanze.

La legge Cirinnà (Legge n. 76/2016) e la sentenza n. 213/2016 della Corte costituzionale hanno equiparato il convivente di fatto e la parte dell’unione civile a figure familiari tradizionali per la persona disabile.

L’art. 33 specifica la durata dei permessi: i disabili in situazione di gravità possono fruire di 2 ore giornaliere o 3 giorni mensili, frazionabili anche in ore.

I genitori biologici/affidatari di disabili minori di 3 anni hanno opzioni simili, mentre per quelli tra i 3 e i 12 anni si aggiunge la possibilità di prolungare il congedo parentale.

Il coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti e affini di disabili in situazione di gravità e i genitori di disabili oltre i 12 anni possono usufruire di 3 giorni mensili, frazionabili anche in ore.

Una novità importante è l’inserimento del comma 6-bis dell’art. 33: i lavoratori che utilizzano i permessi possono avere priorità nell’accesso allavoro agile” secondo la Legge n. 81/2022 art. 18 comma 3-bis.

Si sottolinea che è possibile fruire contemporaneamente dei permessi ex art. 33 comma 3 da parte di chi assiste un disabile che già usufruisce dei permessi previsti dal comma 6 della Legge 104/1992, nel rispetto dei limiti imposti dalla stessa normativa (punto 1 circ. INPS n. 39/2023).

Ecco quali sono tutte le agevolazioni Legge 104 per chi assiste un familiare con disabilità grave.

Precisazioni sull’utilizzo dei permessi Legge 104 e handicap

Se lavori più di 6 ore al giorno, hai diritto a due ore di permesso retribuito. Se lavori meno di 6 ore al giorno, il permesso si riduce a un’ora.

Se stai usufruendo del congedo parentale, puoi estenderlo fino a tre anni, specialmente se il tuo bambino disabile non è ricoverato (Legge 151/2001).

In questo caso, hai diritto a un’indennità pari al 30% della tua retribuzione per tutto il periodo di congedo.

I periodi di congedo parentale non riducono le ferie, i riposi, la tredicesima o la quattordicesima, a meno che non riguardino emolumenti legati alla tua presenza effettiva al lavoro. Questo è in base alla modifica dell’articolo 34 della Legge 151/2001, come introdotto dal decreto legislativo 105/2022 (INPS circolare n. 39/2023).

L’INPS, nel messaggio n. 16866/2007, ha chiarito che esiste un limite mensile di ore di permesso frazionato. Questo limite si calcola dividendo le tue ore di lavoro settimanali per i giorni lavorativi settimanali, moltiplicato per 3. Ad esempio, se lavori 40 ore a settimana su 5 giorni, il tuo limite mensile di permesso è di 24 ore [(40/5) x 3 = 24].

Legge 104 e busta paga: ecco chi paga i giorni di permessi retribuiti e come sono compensati in busta paga.

Requisiti per ottenere i permessi

Per richiedere i permessi retribuiti per assistere un disabile, è essenziale soddisfare alcuni requisiti fondamentali. Sia che il disabile richieda personalmente i permessi sia che siano richiesti da un assistente designato dalla normativa, è necessario:

La circolare n. 32/2012 dell’INPS specifica situazioni eccezionali in cui è possibile richiedere i permessi retribuiti, come quando il disabile deve recarsi al di fuori della struttura per visite e terapie certificate, è in stato vegetativo o in fin di vita, o quando i medici della struttura certificano la necessità.

Fruizione mista dei permessi con Legge 104: è possibile fruire di giorni e ore di permessi nello stesso mese? Ecco cosa dice la circolare dell’INPS.

Decadenza del referente unico

Fino a poco tempo fa, solo un lavoratore dipendente aveva diritto ai permessi per assistere una persona disabile in situazione grave, tranne per le famiglie con figlio disabile, dove entrambi i genitori potevano usufruirne a turno.

Ora, con il nuovo articolo 33, comma 3, della Legge 104, introdotto dal D.lgs. n. 105/2022, ilreferente unico dell’assistenzanon è più valido.

La novità principale è che, pur rispettando il limite totale di tre giorni, più persone possono richiedere il diritto di assistere lo stesso disabile gravemente malato e alternarsi nei giorni di permesso.

Ad esempio, se tre persone assistono lo stesso disabile, possono ottenere un giorno ciascuna di permesso.

Il concetto di “referente unico” è eliminato, come dichiarato dall’INPS nel messaggio n. 3096/2022 del 5 maggio 2022.

Permessi per assistere più familiari disabili

Il recente emendamento all’articolo 33, comma 3, stabilisce che un lavoratore che si trova a dover assistere contemporaneamente più soggetti disabili in situazione grave ha il diritto di usufruire di permessi, entro il limite di tre giorni per ciascun disabile.

Tuttavia, questa possibilità è vincolata alla condizione che il familiare da assistere sia il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto, o un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado.

Quest’ultima condizione si applica nel caso in cui i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni, siano affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o mancanti.

Il preavviso al datore di lavoro

Il legislatore, all’interno della Legge 104, non ha affrontato il tema del preavviso che un lavoratore deve dare al datore di lavoro quando si astiene dall’attività per usufruire dei permessi retribuiti.

 Tuttavia, in risposta a un interpello dell’Associazione Nazionale di Cooperative di Consumatori, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha affrontato la questione, sottolineando la necessità di bilanciare “il buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza del disabile”.

Secondo l’interpello n. 31/2010 del 6 luglio 2010, il datore di lavoro può richiedere una programmazione dei permessi, preferibilmente su base settimanale o mensile, a condizione che il lavoratore che assiste il disabile possa prevedere in anticipo le giornate di assenza.

Questa programmazione non dovrebbe compromettere il diritto del disabile a un’effettiva assistenza.

La definizione di tali criteri dovrebbe garantire il mantenimento della capacità produttiva dell’impresa, purché le esigenze urgenti di assistenza e tutela del disabile prevalgano sulle esigenze imprenditoriali.

Permessi 104, cosa fare se il datore di lavoro li nega? Se cioè non riconosce il diritto del lavoratore ad assentarsi per accudire un familiare o se intende scalare quelle assenze dai giorni di ferie. Accade ancora, del resto molte aziende continuano a vedere come il fumo negli occhi permessi e congedi 104.

Il congedo straordinario

Il congedo straordinario è un periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art. 4 comma 2 Legge n. 53/2000.

I dipendenti, sia pubblici che privati, possono richiederlo per un periodo non superiore a due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Nel caso di disabile in situazione di gravità secondo la Legge 104/92, l’art. 42 comma 5 del D.lgs. 151/2001, modificato dal d.lgs. n.105/2022, estende la possibilità di congedo prioritariamente a coniugi, genitori, figli, fratelli, sorelle e parenti conviventi della persona disabile.

Per i figli di genitori disabili, il diritto al congedo spetta anche se la convivenza è iniziata dopo la richiesta del congedo, ma deve essere garantita per tutta la durata del congedo, come dichiarato dall’INPS nella circolare n. 39/2023.

La richiesta di congedo straordinario, accompagnata dal certificato della Commissione medica che attesta la disabilità grave, va presentata telematicamente all’INPS o tramite un patronato. Una copia va fornita al datore di lavoro, e l’INPS comunicherà l’esito.

Il congedo straordinario ha lo scopo di garantire assistenza alla persona con disabilità grave.

Entro 60 giorni dalla richiesta, il lavoratore può usufruirne per un massimo di due anni, con diritto a un indennizzo basato sulla retribuzione precedente.

L’importo dell’indennizzo non può superare una soglia annua, rivalutata ogni anno dall’INPS.

Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa, e l’indennità è generalmente anticipata dal datore di lavoro.

Non può essere richiesto se il disabile è ricoverato in strutture sanitarie, e può essere concesso a un solo lavoratore per la stessa persona disabile.

Tuttavia, i genitori possono alternarsi tra congedo e permessi retribuiti per assistere il figlio con handicap in situazione di gravità, garantendo che uno utilizzi il permesso mentre l’altro usufruisce del congedo.

Il congedo straordinario è retribuito dall’INPS, quindi si continua a ricevere lo stipendio, ma non per intero. Vediamo cosa viene sottratto e ti mostriamo un esempio di busta paga con congedo straordinario.

Agevolazioni Legge 104 e handicap per l’acquisto di un’auto

Il raggiungimento di una piena dignità sociale per le persone disabili dipende dalla loro autonomia personale.

Fondamentali sono le agevolazioni fiscali per favorire la mobilità del disabile. Le principali agevolazioni riguardano l’acquisto di mezzi di locomozione:

Esenzioni aggiuntive: esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo sull’auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà presso il PRA.

Le agevolazioni sono destinate a disabili in situazione di gravità, inclusi coloro con handicap psichici, grave limitazione di deambulazione, cecità, sordità o ridotte capacità motorie. I benefici sono estesi anche ai familiari a carico del disabile.

Le agevolazioni sulla riduzione dell’IVA sono applicabili a veicoli destinati a “disabili in condizioni di ridotte o impedite capacità motorie”. La legge del 1997 ha esteso tali agevolazioni anche a coloro senza patente speciale.

Per ottenere gli sgravi fiscali, è necessario presentare i documenti richiesti all’atto dell’acquisto del veicolo.

Tra questi, il verbale di accertamento dell’handicap grave secondo la Legge 104 e il verbale della Commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile che attribuisce l’indennità di accompagnamento (circolare n. 46/2001, Agenzia delle Entrate).

Detrazioni e deduzioni per spese mediche

L’Agenzia delle Entrate fornisce importanti informazioni sui benefici fiscali per le persone con disabilità, concentrando l’attenzione sulle spese mediche. Ecco i punti principali:

Attività specifiche detraibili:

Nel caso di ricovero in un istituto di assistenza, la deduzione si applica solo alla parte della retta relativa alle spese mediche e paramediche di assistenza specifica.

Detrazione Irpef sulle spese mediche:

Tabella con tutte le agevolazioni Legge 104 e handicap

Per concludere, ti mostriamo una tabella di facile consultazione in cui riassumiamo tutte le agevolazioni con Legge 104 e handicap di cui abbiamo parlato:

Tipo di agevolazione (Legge 104 e Handicap)Caratteristiche e requisiti
Agevolazioni specifiche (Art. 12-29, 33)Integrazione scolastica, inserimento nel lavoro, rimozione barriere architettoniche, assistenza al disabile.
Detrazioni fiscali e IVA agevolataPer acquisto di supporti tecnici/informatici, spese mediche, e acquisto di veicoli.
Permessi retribuiti (art. 33, Comma 3)Diritto all’astensione dal lavoro con retribuzione per soggetti specificati, frazionabili in ore o giorni.
Congedo straordinarioPer dipendenti pubblici e privati, fino a due anni nell’arco della vita lavorativa per assistenza di persone con disabilità grave.
Agevolazioni per acquisto di autoDetrazione fiscale, IVA ridotta, esenzioni da imposta di bollo e trascrizione, per disabili in situazione di gravità.
Detrazioni e deduzioni per spese MedicheIncludono spese mediche generiche, assistenza specifica, attività di ippoterapia e musicoterapia, e altre spese mediche
Tabella con tutte le agevolazioni Legge 104 e handicap

FAQ sulla Legge 104 e handicap

Quali prodotti rientrano nell’agevolazione dell’IVA al 4% della Legge 104?

Non tutti i prodotti o servizi possono usufruire dell’IVA al 4% prevista dalla Legge 104. Tra quelli idonei ci sono le auto, i dispositivi tecnici e informatici e gli ausili per la mobilità.

Come si calcola l’IVA al 4% prevista dalla Legge 104?

Per calcolare l’IVA al 4%, sottraiamo prima l’IVA al 22% dal prezzo originale per ottenere l’importo netto. Successivamente, applichiamo l’IVA al 4% a questo importo.

Chi può beneficiare dell’IVA al 4% della Legge 104?

Non vedenti, sorde, persone con disabilità psichica o mentale, con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, o con ridotte o impedite capacità motorie possono beneficiare di queste agevolazioni.

È obbligatorio l’adattamento del veicolo per usufruire dell’IVA al 4% della Legge 104?

Solo per le persone con ridotte o impedite capacità motorie che non siano affette da grave limitazione della capacità di deambulazione, il diritto alle agevolazioni è legato all’adattamento del veicolo.

Che informazioni devono essere riportate nei verbali di “invalidità” o “handicap” per le agevolazioni della Legge 104?

I verbali devono contenere indicazioni e riferimenti di legge specifici per confermare la condizione di disabilità e il diritto alle agevolazioni.

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