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Home / Diritto » Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di reversibilità per quanto tempo

Pensione di reversibilità per quanto tempo

Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità: c'è una durata prestabilita oppure il diritto alla prestazione è legato solo al rispetto di determinati requisiti?

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è e a chi spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è la prestazione INPS riservata ai familiari superstiti del pensionato deceduto.

In base al grado di parentela, coniuge, figli, nipoti oppure genitori, fratelli e sorelle hanno diritto a ricevere, nel rispetto di determinati requisiti, una quota della pensione del pensionato deceduto.

La pensione di reversibilità può essere richiesta dal o dai:

Se non sono presenti coniuge e figli, la pensione di reversibilità può essere richiesta:

In che percentuale spetta la pensione di reversibilità?

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato in percentuali, sulla base della pensione percepita dal defunto.

Spetta:

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Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità?

Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità? Non c’è una durata prestabilita. Semplicemente si continuerà a ricevere l’assegno di reversibilità fino a quando si rispetteranno i requisiti richiesti dalla legge.

Pensione di reversibilità: quando non spetta più al coniuge?

Iniziamo dal coniuge, che ha diritto alla reversibilità anche in caso di separazione legale e di divorzio, ma solo se percepisce l’assegno divorzile (o di mantenimento).

Nel caso del coniuge, la perdita del diritto alla reversibilità scatta nel momento in cui questi contrae un nuovo matrimonio (mentre non si perde in caso di semplice convivenza). In ogni caso, la legge prevede l’erogazione una tantum (una sola volta) di un assegno pari a 24 mensilità di reversibilità. Dopo di che, all’ex coniuge non spetta più la pensione di reversibilità dell’ex marito deceduto.

Pensione di reversibilità: quando non spetta più ai figli?

Anche i figli possono perdere il diritto alla pensione di reversibilità. Per sopraggiunti limiti di età, ad esempio.

Al compimento dei 18 anni (se il figlio ha interrotto gli studi), dei 21 anni (se il figlio ha terminato la scuola superiore) o dei 26 anni, a prescindere da se abbia terminato o meno gli studi universitari, viene meno il diritto a percepire la pensione di reversibilità del genitore o del nonno deceduto.

Un altro limite da rispettare riguarda l’eventuale reddito da lavoro percepito dal figlio maggiorenne studente: nel 2024 non può essere superiore all’importo del trattamento minimo INPS (598,61 euro) maggiorato del 30%, per un totale di 778,19 euro al mese.

Per quanto riguarda i figli inabili, il diritto alla pensione di reversibilità sfuma nel momento in cui viene riconosciuto un miglioramento delle condizioni di salute del beneficiario, con la conseguente perdita dello status di inabile al lavoro.

Anche in caso di figli inabili che trovano una occupazione lavorativa, il diritto alla reversibilità viene meno, tranne nelle ipotesi espressamente previste dall’INPS con la circolare numero 15 del 2009. In questo caso il soggetto continuerà a percepire la pensione di reversibilità.  

Pensione di reversibilità: quando non spetta più a genitori, fratelli e sorelle?

Anche il genitore o i genitori a carico del pensionato deceduto possono perdere l’assegno di reversibilità, nel momento in cui iniziano a percepire una propria pensione.

Infine, fratelli e sorelle a carico del pensionato deceduto perdono il diritto alla reversibilità nel momento in cui si sposano oppure iniziano a percepire una propria pensione.

Riduzione importo pensione di reversibilità: i limiti reddituali del 2024

Non ci sono soltanto i casi di perdita del diritto alla reversibilità, ma anche situazioni che prevedono una riduzione dell’importo della prestazione erogata al coniuge superstite che supera determinati limiti di reddito.

Nel 2024, i nuovi limiti reddituali oltre i quali è prevista la riduzione dell’importo della pensione di reversibilità sono i seguenti:

Ricordiamo, però, che se il soggetto beneficiario è il coniuge con a carico figli minori, inabili o studenti, non verrà applicata alcuna riduzione del trattamento, a prescindere dal reddito personale dichiarato.

Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità
Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità: in foto una mano tiene una clessidra.

Faq sulla pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità dopo quanti anni di matrimonio spetta?

Il diritto alla pensione di reversibilità, per il coniuge superstite, spetta a prescindere dalla durata del matrimonio. I mesi o gli anni nei quali si è stati sposati non influiscono sul diritto alla prestazione: anche un solo giorno di matrimonio basta, al coniuge superstite, per ricevere la quota di pensione di titolarità del coniuge defunto.

Come si ottiene il doppio assegno di reversibilità?

La doppia annualità di reversibilità si ottiene presentando all’INPS un’apposita domanda con l’indicazione dei propri dati anagrafici, il numero di certificato della pensione e la data in cui è stato contratto il nuovo matrimonio, allegando alla domanda anche il certificato di matrimonio.

Chi decide delle controversie per la pensione di reversibilità?

Le controversie sulla ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge superstite ed ex coniuge sono sempre di competenza del giudice/tribunale ordinario.

Come si calcola la reversibilità quando sono presenti il coniuge superstite e il coniuge divorziato?

La Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote (ordinanza 8263 del 2020), richiamando i principi della Corte Costituzionale (sentenza numero 149 del 1999), modificando la ripartizione a favore dell’ex coniuge rispetto al coniuge superstite.

Si tiene conto della:

È bene chiarire che, “non tutti tali elementi devono necessariamente concorrere né essere valutati in egual misura, rientrando nell’ambito del prudente apprezzamento del giudice di merito la determinazione della loro rilevanza in concreto.

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